Pope Francis waves to the faithful from the popemobile on his way to the Archbishops' Palace in Krakow, Poland, Wednesday, July 27, 2016. Francis came on a five-day visit to Poland to join hundreds of thousands of young people from around the globe for celebrations of the World Youth Day. (ANSA/AP Photo/Czarek Sokolowski) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

Papa Francesco a Cracovia per la ‘Giornata mondiale della gioventù’

Il Papa è  a Cracovia per l’incontro con i giovani di tutto il mondo per la trentunesima giornata mondiale della gioventù. Durante il volo ha parlato con i cronisti e ha sottolineato che quella in corso con i terroristi non è una guerra di religione, ma è piuttosto una guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli. Tutte le religioni vogliono la pace, capito?  Nella prima parte del suo discorso, interpellato su come viva l’assassinio di ieri di padre Hamal intraprendendo questo viaggio, il Papa aveva precisato: ‘Circa quello che chiedeva padre Lombardi, si parla tanto di sicurezza, ma la vera parola è guerra. Il mondo è in guerra a pezzi: c’è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del ’39-’45, l’altra grande guerra nel mondo, e adesso c’è questa. Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria. ma quella è l’Africa, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità e  il mondo è in guerra perché ha perso la pace’. Bergoglio da anni usa l’espressione guerra mondiale a pezzi. Ma per lui non bisogna confondere gli atti di terrorismo con l’idea di una guerra in nome di Dio. La prima Gmg indetta dal papa latinoamericano, che lo porta nel sud della Polonia, roccaforte della Chiesa cattolica, si svolge da ieri al 31 luglio. Un viaggio in cui la Gmg, diventata giubileo dei giovani, si mescola con appuntamenti con la società e la Chiesa polacche, durante il quale papa Francesco pronuncerà sei discorsi, tre omelie e un Angelus. Francesco torna a parlare di dialogo, incluso quello interreligioso,  anche nel discorso pronunciato a Cracovia, davanti alle autorità polacche:  ‘La cooperazione internazionale e la reciproca considerazione maturano mediante la coscienza e il rispetto dell’identità propria e altrui. Ma non può esistere dialogo, se ciascuno non parte dalla propria identità. L’Europa ha nel Cristianesimo le sue radici più solide’. Infine, una sferzata al governo di Varsavia. Parlando davanti al Presidente della Repubblica Andrzej Duda, alle autorità istituzionali polacche e al corpo diplomatico, chiede di accogliere i migranti in fuga da guerre e fame. Un discorso rivolto a uno dei Paesi europei più rigidi e intolleranti sul tema dell’immigrazione.  Un viaggio che, per Bergoglio, porta  la testimonianza di integrazione in una Europa che sembra dimentica delle sue origini, il rapporto con i giovani, che egli vuole indirizzare su strade di misericordia, e con una Chiesa che non sempre si è trovata in sintonia con la predicazione del papa latinoamericano. Se poi dalla sicurezza come problema pratico si guarda alla riflessione sull’orrore della violenza assurda di questi giorni, ecco una ulteriore sfida per il primo papa non europeo davanti alla tragedia di Auschwitz, dove i nazisti sterminarono in modo sistematico e pianificato almeno un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, per la maggior parte ebrei. La sfida di fare memoria del male assoluto perché l’orrore non si ripeta, e si costruiscano invece percorsi possibili di fraternità. La visita a Auschwitz e Birkenau e l’incontro con alcuni sopravvissuti all’Olocausto e con alcuni giusti tra le nazioni, domani, esattamente 75 anni dopo la condanna a morte del francescano Massimiliano Kolbe offertosi per essere ucciso al posto di un padre di famiglia indicato dai nazisti,  e la messa di oggi nel santuario della Madonna Nera a Czestochowa in occasione del 1050.mo del battesimo della Polonia, costituiscono due momenti forti del viaggio che vanno al di là della Gmg, come pure alcune visite già fissate a un ospedale pediatrico e ad alcune suore.

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