Pannella, il ricordo trasversale a 10 anni dalla morte

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ricorda “il leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana”. Di figura che “ha segnato profondamente la vita politica e parlamentare della nostra nazione”, parla Ignazio L a Russa. “Uomo di battaglie, ha vissuto la politica con passione, libertà e grande determinazione. Pur nelle differenze politiche, ho sempre riconosciuto in lui un interlocutore autentico, con cui condividere momenti di confronto e importanti riflessioni sui diritti e sul sistema carcerario”. Così la seconda carica dello Stato annunciando un convegno al Senato per martedì prossimo.

La Russa: ha segnato profondamente la vita politica e parlamentare
Il viceministro alla Giustizia, Paolo Sisto, ricorda gli scioperi della fame e della sete, che “hanno saputo risvegliare coscienze e costruire consenso intorno a grandi ideali di libertà, giustizia e garantismo”. E ancora il referendum, “per lui lo strumento più alto della democrazia diretta. Oggi molte delle conquiste che consideriamo naturali esistono grazie al suo sacrificio. E alla sua determinazione”. “Marco Pannella ha attraversato la storia italiana come fanno solo le figure fuori scala: lasciando un segno indelebile, impossibile da ignorare”. Così, in un messaggio trasmesso da Radio Radicale, il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “Oggi a dieci anni dal suo saluto alla vita, la sua figura appare ancora più grande. Ancora più necessaria. E ci manca terribilmente”.

Bernini: Figura grande e ancora più necessaria
Angelo Bonelli ricorda il suo rapporto con Pannella nel 1993, da giovane consigliere Verde nella XIII Circoscrizione di Roma , quella di Ostia. “Erano gli anni di Tangentopoli, anni in cui la politica italiana mostrava il peggio di sé. E lui era lì a ricordare che la democrazia si difende ogni giorno, con le battaglie scomode, con la presenza, con il corpo se necessario”. Nella sua lunga carriera – il ricordo dell’azzurro Enrico Costa – “Marco Pannella ci ha insegnato che per conseguire risultati, ottenere spazi e riconoscibilità nel Paese, non servono i galloni e le cariche istituzionali. Ma la forza degli argomenti, la coerenza delle battaglie, il coraggio di insistere anche quando sono scomode”.

Maratone e la protesta dei radicali per la targa commemorativa
Omaggi istituzionali ma anche appuntamenti di piazza, maratone oratorie e proteste, in linea con il personaggio. La giornata si apre con l’installazione di una targa di cartone, stile francescano, davanti alla storica sede radicale di via di Torre Argentina 76. Spago e cartone per protestare contro la decisione del Campidoglio di scegliere Palazzo Braschi per ospitare la targa. “Collocare la targa a Palazzo Braschi – spiegano Maurizio Turco e Irene Testa, segretario e tesoriere – significa scegliere un luogo certamente prestigioso, ma estraneo alla memoria politica e umana di Marco Pannella. Una scelta che rischia di trasformare il ricordo in una celebrazione istituzionale, separandolo dalla storia concreta delle lotte radicali“. Davanti all’abitazione dello storico leader radicale (dove rimase fino alla morte), in via della Panetteria 15, una sessione-fiume di interventi, racconti e omaggi nella sede dell’associazione Nessuno tocchi Caino. A “10 anni ‘senza’ Marco Pannella: fare di una mancanza una presenza”.

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