Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi per la videoconferenza tra Governo e presidenti di Regione sulle  nuove aperture della Fase 2, Roma, 11 maggio 2020. ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI ++ NO SALES EDITORIAL USE ONLY ++?

Palazzo Chigi, governo al lavoro per ok a decreto Rilancio

Nato come il decreto Aprile, il decreto Rilancio è in ritardo anche a maggio. Le divergenze all’interno della maggioranza di governo hanno rallentato i lavori nonostante la spinta del premier Conte, intenzionato a chiudere la partita il prima possibile.

Il decreto Rilancio doveva vedere la luce l’11 maggio, con un Consiglio dei Ministri poi slittato. Le tensioni e le discussioni nella maggioranza di governo hanno fatto slittare il pre-consiglio e di conseguenza anche il Consiglio dei Ministri.

 Le discussioni interne sono tante e interessano diversi punti del decreto. Come prevedibile. Il governo è chiamato a confrontarsi con un documento di grande importanza, che inciderà sul futuro economico di famiglie e aziende. E con il peso della pressione sulle spalle emergono inevitabilmente le divergenze tra tre forzo politiche (Movimento 5 stelle, Partito democratico e Italia Viva) non propriamente omogenee.

Il nodo più difficile da sciogliere resta quello sulla regolarizzazione dei migranti o meglio dei lavoratori irregolari. Si tratta di braccianti, colf e badanti. La maggior parte di questi sono stranieri ma non mancano italiani che lavorano in nero in questi ambiti. Italia Viva di fatto spinge per una sanatoria per regolarizzare questi lavoratori con un permesso di soggiorno temporaneo. Il Movimento 5 stelle non vuol sentir parlare di sanatorie. E il cerchio non si chiude nonostante gli sforzi del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che torna a vestire il ruolo di mediatore.

Nella serata dell’11 maggio, dopo una giornata di lavori intensi, il ministro dell’Economia Gualtieri ha fatto sapere che il governo ha sciolto tutti i nodi politici legati al dl Rilancio. Sarebbe quindi stato raggiunto anche un compromesso sulla regolarizzazione degli irregolari. Si procederebbe quindi con una sanatoria che però non sarebbe applicabile nel caso in cui il datore di lavoro abbia, negli ultimi cinque anni, condanne per reati come favoreggiamento di immigrazione, sfruttamento della prostituzione o caporalato.

Italia Viva ricambia il favore tirando il freno sul Reddito di emergenza, ma si tratta di una battaglia quasi esclusivamente ideologica visto che il provvedimento è stato messo a punto da tempo, con tanto di coperture.

‘Il presidente Conte, i ministri e le forze di maggioranza stanno lavorando senza sosta, confrontandosi costruttivamente e nel segno dello spirito di squadra, con un solo obiettivo: dare nelle prossime ore il via libera a una solida rete di sostegni, aiuti e investimenti a protezione di cittadini, famiglie e imprese alle prese con una crisi senza precedenti”,  si legge in una nota della presidenza del Consiglio riferendosi al dl Rilancio.

Non risulta intanto ancora convocato il Consiglio dei ministri per il varo della maxi manovra da 55 miliardi, che ieri si ipotizzava per questo pomeriggio: i tempi dipenderanno anche dall’andamento dei lavori del pre-Cdm.

“Il governo ci ascolti, potrebbe saltare l’erogazione di servizi essenziali. Non vorremmo ritrovarci a gestire “pericolosi assembramenti” di rifiuti lungo le strade delle nostre città”. Lo scrivono in una lettera diretta al presidente del Consiglio Conte, il presidente dell’Anci, il delegato alla finanza locale, i sindaci delle città metropolitane e tutti i presidenti delle Anci regionali, in rappresentanza dell’intera categoria dei sindaci italiani.

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