Giorgia Meloni è pronta a giocare in attacco, pur senza aprire fronti diretti, visto che il ruolo impone prudenza. Pubblicamente si è limitata a un intervento istituzionale in video-collegamento a “L’Italia delle Regioni“, ma in privato non ha nascosto il fastidio per quello che considera un “accerchiamento” su “qualunque iniziativa prenda il governo“. “Sono a Palazzo Chigi da un mese e mezzo. Solo sei settimane in cui abbiamo preso in mano un Pnrr in affanno, abbiamo scritto a tempo di record la manovra e presenziato a un G20 dall’altra parte del mondo in cui abbiamo avuto bilaterali fondamentali con Biden e Xi Jinping” è la sua considerazione.

Il premier ha scelto la linea dura, per “replicare colpo su colpo“. Per questo ha mandato avanti Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si è fermato a parlare con i giornalisti, tirando una serie di affondi non casuali. “Bankitalia è partecipata da banche private, ha una sua visione legittima” ha spiegato, parlando delle critiche sulla manovra. “Ho visto un filmato diffuso da Giuseppe Conte di una signora con sei figli che perderebbe il reddito, dovrebbe sapere che non è vero” ha poi attaccato, in tema reddito di cittadinanza ‘Senza voler forzare le valutazioni di Confindustria, mi sembra di poter dire che condividiamo la mancanza di visione di questa manovra’,  ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, al termine dell’incontro avuto con il numero uno di Confindustria Carlo Bonomi nella sede romana del partito. “Non c’è nessuna prospettiva per quanto riguarda gli investimenti – ha aggiunto il leader pentastellato – e quindi si accetta una prospettiva recessiva del Paese”

Le parole sulla Banca d’Italia aprono un vero e proprio solco. Posizione a cui fa seguito la presa di distanza del vicepremier Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri ha dichiarato che quella di Bankitalia “è la posizione di un funzionario in audizione” in Parlamento. Questa linea del governo non è gradita a molti. Non è apprezzata da Mario Draghi e non è condivisa dal Quirinale. Resta solo il cambio di marcia di Palazzo Chigi, che dovrà cancellare l’intervento sul Pos, impegno legato alla realizzazione del Pnrr. La premier vuole seguire una linea dura e giocare d’attacco, senza però esporsi in prima linea.