Pacchetto di scioperi per quattro quotidiani locali

Uno sciopero l’11 maggio; un altro il 12 maggio; un terzo il 14 maggio; e poi lo stato di agitazione e la consegna ai cdr di un “pacchetto” di altri giorni di sciopero ancora da definire. Non comincia bene il 2021 in quattro quotidiani locali: il Tirreno di Livorno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. Il Gruppo Sae (Sapere Aude Editori) li ha acquistati martedì 15 dicembre 2020 dal Gruppo Gedi. E per i 122 giornalisti (Il Tirreno di Livorno ha in organico 76 giornalisti e 44 poligrafici, la Gazzetta di Modena 16 giornalisti, La nuova Ferrara 15 giornalisti e La Gazzetta di Reggio 15 giornalisti) sembrava che l’avventura potesse decollare con la promessa del mantenimento dei livelli occupazionali e delle diverse edizioni sparse sul territorio con tutte le redazioni a pieno organico – senza neanche sfiorare la cassa Covid – almeno fino a giugno 2021. Promessa mantenuta… Il problema – a quanto apprende AdgInforma.it – è che dal primo luglio 2021 si cambia registro. L’editore, infatti, avrebbe prospettato, ma la trattativa naturalmente è solo cominciata, una cassa integrazione per ristrutturazione al 35% per tutti i giornalisti. Un esubero, insomma, di oltre quaranta giornalisti che i cdr ritengono inaccettabile. Anche perché l’ammortizzatore resterebbe attivo per 18 mesi, ferma restando la disponibilità dell’Azienda a rivedere le percentuali in base all’andamento del conto economico.

APPELLO ODG A MOLES – Sull’argomento è intervenuto anche il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti che sottolinea inoltre come sia stato decurtato del 30 per cento l’emolumento dei fotografi e ridotto drasticamente il numero dei collaboratori. “Il Cnog auspica un intervento forte e attivo da parte del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria Giuseppe Moles”. E poi arriva anche una reprimenda all’editore Alberto Leonardis (presidente del Gruppo Sae) e ai direttori Stefano Tamburini (Il Tirreno) e Giacomo Bedeschi (La Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara). “Il Cnog ribadisce dunque all’editore Sae che la professionalità dei giornalisti rappresenta il vero plusvalore delle sue testate, nient’affatto sostituibile con algoritmi né ulteriori intelligenze artificiali. E ricorda ai direttori che la loro appartenenza all’Ordine non è formale, ma vincolante al rispetto della carte deontologiche e che, dunque, ancor prima di essere direttori, sono giornalisti con l’obbligo, nella fattispecie, di rappresentare e difendere le legittime istanze dei colleghi”.

LA NOTA DEI CDR – Le assemblee de “il Tirreno”, “Gazzetta di Reggio”, “Gazzetta di Modena”, “Nuova Ferrara” hanno proclamato il secondo giorno di sciopero consecutivo. Lo si è fatto alla luce della risposta muscolare dell’editore nella quale emergono passaggi immediatamente smentibili sui quali però non abbiamo intenzione di tornare. E non perché non saremmo in grado di confutarli, ma perché – con grande senso di responsabilità e di amore per i nostri giornali – riteniamo non si possa sbattere la porta e continuare in una prova di forza, che quella sì annoierebbe davvero i lettori. Come sempre sostenuto, ribadiamo la volontà delle assemblee, per tramite dei Cdr, di trovare un accordo utile ed equilibrato per tutti affinché si possa rapidamente – concetto che sottolineiamo da tempo – tornare a fare la nostra professione, con passione ed entusiasmo e non certo per aumentare la crisi di prodotti editoriali a cui siamo convintamente legati.  Ci appare quantomeno sgradevole imputarci la volontà di annientare le nostre testate a cui abbiamo dedicato e stiamo dedicando vita, energia, passione. Ci auguriamo che la compagine imprenditoriale che edita i nostri quotidiani e i manager che hanno il compito di garantire l’operatività siano predisposti ad assumersi l’onere e l’onore di garantire un futuro roseo alle quattro testate, condividendo con noi le medesime ambizioni. Per farlo, però, va messa da parte quell’intransigenza finora apparsa nelle proposte elaborate e recapitate ai Cdr, individuando contestualmente figure di riferimento che possano agevolare il dialogo e risolvere le incognite tecniche. Ribadiamo dunque la richiesta di ritirare la proposta non trattabile presentata nella giornata di martedì. Prendiamo atto del fatto che “sono state accettate tutte le proposte dei rappresentanti dei giornalisti, a partire dall’incentivo all’esodo ai 18 prepensionamenti proposti, di cui due a partire dall’anno 2021”. E confermiamo la massima disponibilità ad una trattativa seria e condivisa, che permetta di tenere in salvo i conti, la qualità dei giornali e i posti di lavoro, che preveda la presenza delle Associazioni Stampa Toscana ed Emilia Romagna e della Fnsi.

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