Orlando avvisa Renzi. “Se cade il governo si può andare al voto”

Il nodo della prescrizione rischia di terremotare il governo Conte II. Tra Italia Viva e Pd-M5S le distanze sembrano essere ormai impossibili da accorciare. E prova è data dalla quasi assenza di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, le due ministre renziane, al Consiglio dei ministri di stasera. La loro assenza sarebbe un modo per ribadire la distanza sul “lodo Conte bis” che dovrebbe essere discusso insieme alla riforma del processo penale. Renzi va all’attacco di Pd e Bonafede: “Il Partito democratico ha scelto il giustizialismo contro il garantismo, Bonafede ha due mesi per cambiare o ci vediamo in Senato”.

Insomma si sarebbe ad un passo da una crisi politica, opzione che anche tra i Dem inizia a prendere forma e spunta il ricatto o arma delle elezioni anticipate. Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, ospite di Sky Tg 24 è stato chiaro. Lasciare il governo “impantanato all’infinito” sulla prescrizione “non è un bene per il governo, ma i governi possono cambiare e si può andare a votare”. Perché altre maggioranze parlamentari non sono possibili Non siamo interessati a questo disegno”, aggiunge, a proposito dell’ipotesi di dar vita a nuove maggioranze in caso di crisi. “Le scelte – continua l’ex ministro – le dobbiamo fare dentro la maggioranza, non andare a fare blitz con l’opposizione. E a Italia Viva dico che possiamo vedere in Parlamento se il cosiddetto lodo Conte può essere perfezionato”.

“Spero che i toni che si sono raggiunti in questo periodo sulla prescrizione e su altro non siano mantenuti” da parte di Italia viva, “perché alla fine penso che anche loro non avranno nessun beneficio da un continuo distinguo”, dice invece Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, ospite di ‘Mattino 24’ su Radio 24-Il Sole 24 ore. “Quando una squadra gioca, in qualsiasi sport, non c’è nessuno che tra i giocatori della squadra si vuole intestare la vittoria quando è finita la partita, tutti dicono è merito del gioco di squadra. Se c’è qualcuno che dopo vuole attribuirsi i meriti -ammonisce l’esponente Dem- va a finire che lo spogliatoio non tiene più. Penso che i desideri di visibilità siano legittimi ma vadano anche un po’ temperati. Non oso pensare che queste distinzioni siano per problemi di visibilità, spero che siano semplicemente per aiutare la discussione”.

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