Marcegaglia, “Subito riforme o voto”. Udc: “Non siamo crocerossina del governo”

Il declassamento dell’Italia da parte di Standard and Poor’s scatena le opposizioni contro il presidente del consiglio e il suo governo, da una parte, e il Pdl a fare muro al premier, dall’altra. Il Pd e Terzo Polo ancora una volta non usano parole al miele nei confronti di Silvio Berlusconi ed ora più che mai ne chiedono le dimissioni per il bene dell’Italia. L’occasione è ghiotta e non se la fanno scappare.

Critica nei confronti del Governo è anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che chiede riforme immediate o dimissioni dell’esecutivo. “O il governo è in grado domani, nella prossima settimana, di varare riforme serie, forti e impopolari che creino una discontinuità chiara sui mercati, oppure questo governo deve andare a casa. L’ho detto chiaramente e non ho paura di dirlo”. E’ il messaggio del numero uno di viale dell’Astronomia al governo parlando dal convegno inaugurale del Cersaie di Bologna. Per recuperare risorse e fronteggiare la crisi occorre subito modificare le pensioni. “Bisogna terminare la riforma delle pensioni in modo definitivo e se questo scontenta i sindacati e la Lega Nord chi se ne frega, dobbiamo salvare il paese”.

Udc. Non è crocerossina del Governo. Pier Ferdinando Casini respinge gli appelli ad una convergenza che arrivano in questi giorni dal Pdl: “L’Udc non sarà la crocerossina di questo Governo. Non ha la volontà e nemmeno la tentazione, e anche se l’avesse è un governo inaiutabile”. E a chi chiede un intervento del capo dello Stato, il leader dell’Udc risponde che “il silenzio del Capo dello Stato è semplicemente una delle dimostrazioni più forti del rischio che il Paese sta correndo. Non è un silenzio inoperoso, anzi se noi sapessimo tutto quello che lui probabilmente sta facendo gli saremmo ancora più grati”. Purtroppo, sottolinea il leader dell’Udc Napolitano “non è nella posizione, per Costituzione, di fare quello che tutti vorremmo facesse, ma ha svolto un’azione di supplenza richiamando alla sua responsabilità precisa il Governo anche in questa manovra”.

Il Pd. Berlusconi faccia passo indietro. “Incapaci di governare stanno trascinando il paese nel baratro con la loro insipienza. Le giustificazioni portate da palazzo Chigi che definiscono valutazioni politiche giornalistiche le analisi dei mercati sono inaccettabili e irresponsabili”. E’ duro il commento di Francesco Boccia, deputato del Pd e coordinatore economico Commissioni parlamentari. “Quando dicevamo che la manovra non sarebbe servita a nulla perché incapace di modificare l’andamento strutturale del paese ci siamo sentiti rispondere che sbagliavamo. E’ stata introdotta la patrimoniale? No. E’ stata fatta la lotta all’evasione? No. E’ stata fatta la riforma fiscale? No. Sono state fatte le liberalizzazioni? No”. “Berlusconi è il problema e deve fare un passo indietro. Se non lo fa, lo faccia Tremonti, se ha ancora un minimo di decoro istituzionale, per aprire una crisi di governo che possa approdare almeno ad un governo di salvezza nazionale. Noi – conclude Boccia – non vogliamo regolamenti i conti, l’unica nostra preoccupazione è salvare il paese e gli italiani”.

 Fli. Ora andiamo al voto. “Teniamo da parte la questione delle indagini in corso, Standard & Poors ci ha declassato, Emma Marcegaglia chiede un passo indietro al governo, lo spread continua a crescere, la produzione industriale cala, le aziende chiudono: sono fatti. La manovra è stata fatta male ed è stata fatta pagare ai cittadini: è impensabile che il governo faccia finta di niente”. E’ il pensiero del vice presidente di Fli, Italo Bocchino. “Se si andasse al voto il Pdl perderebbe 100 deputati e 50 senatori: il loro spirito di sopravvivenza sta facendo sì che la maggioranza tenga. In questo contesto la cosa migliore è andare al voto. Ed è grave che ci siano persone di qualità nel Pdl che partecipano a questo gioco al massacro per il Paese”. Carmelo Briguglio chiede l’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per evitare che l’Italia faccia la fine della Grecia.

Napoli (Pdl). “Non serve un nuovo premier”. “Il downgrading di Standard and Poor’s sul debito sovrano dell’Italia è giunto inatteso ma solo per la tempistica ma invito tutti, dalla maggioranza come dall’opposizione, a evitare reazioni scomposte. Le manovre estive del governo assicurano il presente e rafforzano i saldi di bilancio, ma non offrono sufficienti garanzie agli investitori dal lato della crescita e della sostenibilità dei conti nel lungo periodo”. Lo afferma il vice presidente del gruppo Pdl alla Camera, Osvaldo Napoli. “Siamo sull’orlo del vulcano -aggiunge- tutti insieme dobbiamo lavorare per allontanare l’Italia dal baratro. Bossi si illude se pensa di salvare la Padania: se crolla l’euro crolla l’Europa, come ha ammonito la cancelliera Merkel e la Padania non si trova in Cina o in America latina. L’Italia deve fare i suoi compiti, come tutti. Le pensioni di anzianità vanno riformate e il limite di età va innalzato a 65 o meglio sarebbe a 67 anni. Immaginare una tassa su tutti i patrimoni immobiliari a partire da una certa cifra, una tantum e quindi irripetibile, non può essere considerato uno scandalo”. “Come non deve scandalizzare l’idea di dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico, e la cessione delle partecipazioni degli enti locali. Possiamo fare oggi quello che la Grecia è costretta a fare con affanno. Guai a strumentalizzare questa fase delicata con le beghe di politica interna o con le ambizioni personali, pur legittime, di singoli esponenti, siano essi di maggioranza o di opposizione. Servono fatti nuovi -conclude Napoli- e non un nuovo premier o una nuova maggioranza. E’ in questi momenti che si vede il senso di responsabilità nazionale delle opposizioni ma anche della maggioranza”.

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