Open Arms, Senato vota contro processo a Salvini. La sua reazione

Con 13 sì a favore della relazione del presidente della giunta Maurizio Gasparri, 7 no e 3 senatori che non hanno partecipato al voto, la Giunta per le immunità del Senato ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere per l’ex ministro Matteo Salvini sul caso Open Arms. Il leader della Lega ed ex ministro dell’Interno era finito nell’occhio del ciclone per il presunto “sequestro” di 164 migranti rimasti bloccati per 19 giorni sulla Open Arms lo scorso agosto.

I 13 voti favorevoli alla relazione del presidente della Giunta per le autorizzazioni del Senato, Maurizio Gasparri, che respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Matteo Salvini contano, oltre ai 5 della Lega, i 4 di Forza Italia, uno di Fratelli d’Italia e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex M5s Mario Michele Giarrusso e quello della senatrice M5S Alessandra Riccardi.

In merito alle scelte compiute allora, Salvini, prima del voto si era detto “orgoglioso di avere difeso i confini, la sicurezza, la sovranità e l’onore degli italiani”. Questo, invece, il suo commento post voto: “La giunta del Senato ha votato stabilendo che Salvini ha fatto il suo dovere, ha agito per interesse pubblico e non privato”.

In diretta su ‘Facebook’, il leader della Lega ha poi dichiarato: “No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”.

Prima della votazione, il capogruppo di Italia Viva in Giunta, Francesco Bonifazi, ha dichiarato quanto riportato dall’Ansa: “Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti”.

“La motivazione principale – ha sottolineato Bonifazi – per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”.

‘La Stampa’ aveva riportato le previsioni dei vertici della Lega: “Secondo le nostre informazioni finirà con 13 senatori a favore dell’autorizzazione contro 10. I tre grillini, compreso Gianrusso che dice di volere decidere all’ultimo minuto, stanno bluffando: voteranno contro Salvini e non è affatto vero che stiano trattando, barattando il loro voto per l’ingresso nella Lega. Noi non li vogliamo. Punto”.

Dal canto suo Salvini, come riporta il Corriere della Sera, si chiedeva: “Ma com’è possibile processarmi per una vicenda in cui il presidente del Consiglio era perfettamente al corrente di tutto? In cui è chiaro che lui avrebbe potuto intervenire in qualsiasi momento?”.

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