In this photo taken on Saturday, Oct. 26, 2019, an aerial view of migrants on a dinghy boat, some of them in the water, off the coast of Libya. A humanitarian aid group said gunmen on Libya-flagged speedboats threatened the crew of its rescue ship Alan Kurdi and the migrants it was rescuing Saturday, firing shots into the air and water. Sea-Eye's spokesman Gorden Isler told The Associated Press that the unprecedented incident on the Mediterranean Sea was a "total shock" for the rescue crew, but that they managed to bring all the roughly 90 migrants on board. (Sea-Eye via AP)

Oim, dimezzati i morti nel Mediterraneo

Sono 1.091, da inizio anno, i migranti morti lungo i tre principali itinerari del Mediterraneo, a fronte dei 2.117 decessi registrati nello stesso periodo del 2018. La diminuzioni delle vittime è registrata dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che rileva anche una decrescita degli arrivi in Europa via mare: 91.500 persone tra migranti e rifugiati, in calo dell’11% rispetto ai 103.347 dello stesso periodo dell’anno scorso.

   Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione, la rotta del Mediterraneo centrale (Italia e Malta) rimane la più letale per i rifugiati con 695 morti, ma lontana dai 4.580 morti registrati nel 2016. Ci sono stati inoltre 71 morti nel Mediterraneo orientale (Grecia e Cipro).

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