Oggi vince la politica che strilla ed identifica il nemico

In Italia i moderati non strillano, di conseguenza perdono i consensi e i sondaggi li vedono costantemente in calo. Mancano poche ore all’inizio degli anni venti del primo secolo de terzo millennio, e quindi occorre
che i moderati del nostro Paese, si attrezzino a creare la figura del “moderato incazzato”. ovviamente è una battuta, ma con il tempo potrebbe diventare una prospettiva a cui guardare con attenzione. Il Presidente Conte, durante la conferenza stampa di fine anno, ha espressamente dichiarato che non ha nessuna intenzione di dar vita a un proprio soggetto politico. Si tratta di una saggia decisione, nonostante la popolarità di cui gode oggi. D’altra parte è anche consapevole che andare alla ricerca dei voti è una dote che non gli appartiene. Oggi occorre saper provocare sdegno, identificare i nemici, urlare anziché discutere, alimentare il pregiudizio verso chi non la pensa come te. Occorre essere cinici, e convincere la gente che essere buoni e solidali verso chi soffre, equivale ad essere stupidi. Gli ex Premier, Gentiloni e Letta, consapevoli di non essere avvezzi agli strilli e agli insulti verso gli avversari politici, hanno rinunciato a guidare un partito. In questa tentazione stanno cadendo, Calenda, la Carfagna e Toti, ma temo per loro, con scarsa possibilità di successo. E’ abbastanza chiaro a tutti, che negli ultimi dieci anni, la destra si è rifatta il look su questo modello e ha nettamente dominato sulla sinistra, utilizzando anche i nuovi strumenti a disposizione: i social. Il motivo è che ne aveva bisogno disperatamente per non soccombere. Tradizionalmente la destra è più ricca della sinistra che dal canto suo è più numerosa. Allora per ovviare a questo gap, occorre convincere gli elettori più vulnerabili e meno informati che la sinistra è ipocrita, e quindi la destra fa i loro interessi, anche quando non è vero. Bisogna essere, però, teatrali in questo, perché l’elettore si deve emozionare e nel contempo divertire e incavolare. L’inizio l’ha dato Berlusconi, che da uomo moderato, ha sdoganato Bossi che oggi ci ha lasciato la pesante e a tratti reazionaria presenza di SAlvini che ha come modelli, Trump, Orban e Putin che di questo modello ne hanno fatto la loro arma vincente. Ma il problema inizia quando si arriva al potere tanto agognato e si fanno i conti con le promesse fatte al popolo, che vanno mantenute, E questo è stato il tallone d’Achille della destra italiana. Ma la sinistra nel passato non ne ha mai saputo approfittare, per una presunzione ideologica mai smessa e cioè che la vittoria delle destre in Italia non dipendeva dalle loro idee vincenti, bensì dalla debolezze delle proprie. Allora ci si chiede:” Quale futuro si prospetta per i moderati e la sinistra italiana”?

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