Oggi ‘Giornata dell’ambiente’, con lotta mondiale al traffico della natura

Molte speranze, qualche perplessità e ancora tante cose da fare. È un po’ questo in sintesi il giudizio che danno gli esperti all’Ambiente in Italia in questo 5 giugno Giornata dell’Ambiente 2016, una celebrazione voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite sancita dal 1972. Ogni anno un tema e un paese ospitante, nel 2016 il tema è ‘Liberate il vostro istinto selvaggio per proteggere la vita’ e la nazione ospitante è l’Angola. Il bracconaggio è il tema portante di questa edizione, il commercio di specie protette che sta facendo scomparire una buona parte della fauna selvatica.  L’ Angola è uno dei paesi dove i bracconieri stanno compiendo vere e proprie stragi.  Il bracconaggio e il commercio illegale di piante e animali selvatici alimentano un giro d’affari plurimiliardario in mano alle organizzazioni criminali mentre privano interi Paesi del loro patrimonio naturale. I riflettori sono puntati su otto specie – orango, tigre, elefante, rinoceronte, tartaruga marina, pangolino, bucero dall’elmo (un uccello) e, per la flora, il palissandro – ma sono solo una piccola frazione di quelle minacciate. ‘Il commercio illegale e’ un grave motivo di allarme. Migliaia di specie selvatiche vengono spinte sempre piu’ vicino all’estinzione’, sottolinea il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Chi si macchia di tali reati e’ motivato esclusivamente dal guadagno a breve termine, a scapito dei benefici a lungo termine per le comunita’ e gli habitat. Un crimine quello del bracconaggio che, insieme a tutte le forme di appropriazione illegale di risorse naturali, ha un fatturato annuale di 213 miliardi di dollari e rappresenta il quarto mercato criminale del Pianeta, stima il Wwf:  ‘Ben 7000 specie sono oggetto di crimini. Ogni anno in Africa vengono cacciati illegalmente più di 30.000 elefanti; la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% di questi straordinari pachidermi. E non va sottovalutato il furto di alberi e legname: a livello mondiale la criminalità forestale genera un giro d’affari pari a 100 miliardi di euro ogni anno, secondo solo a quello della droga e pari a più del doppio del fatturato generato dalla pesca abusiva, rileva l’Università di Bologna nell’Atlante dei crimini ambientali, secondo quanto segnala Pefc Italia che chiede una task force internazionale con l’Interpol e certificazione forestale per garantire la tracciabilità e la sostenibilità di queste preziose aree verdi.  Il commercio illegale è un grave motivo di allarme per migliaia di specie selvatiche spinte sempre più vicino all’estinzione. Reati perpetrati per un guadagno a breve termine, a scapito di benefici collettivi a lungo termine per i cittadini del mondo e gli habitat naturali.

Cocis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com