Il focus del governo resta sui rimpatri. Matteo Piantedosi, dal Forum in Masseria di Bruno Vespa a Manduria, mette sul tavolo un obiettivo preciso: arrivare a «10mila rimpatri nel 2026». Sarebbe una soglia mai raggiunta in Italia. «Ho dato mandato ai miei uffici, e coltivo il sogno, di giungere quest’anno, tra forzosi e volontari assistiti, al superamento della soglia simbolo», ha spiegato il ministro dell’Interno. Un traguardo che si inserisce in una traiettoria già avviata dal Viminale: 5.414 rimpatri nel 2024, 6.772 nel 2025, con una crescita annua tra il 20 e il 30 per cento. Il punto è tutto qui: non basta ridurre gli sbarchi, bisogna anche rendere eseguibili le espulsioni. È il passaggio più difficile, perché richiede identificazioni rapide, accordi con i Paesi d’origine, posti disponibili nei centri, voli, procedure solide e atti capaci di reggere al vaglio dei tribunali. È su questo terreno, che Giorgia Meloni lavora fin dall’inizio della legislatura.
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