O Magnum Mysterium “Un canto per il Giubileo” concerto di musica sacra nella Basilica Concattedrale di Sutri

Sabato 27 dicembre, nella solenne cornice della Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo di Sutri, lungo il tracciato della Via Francigena, si è svolto il concerto O Magnum Mysterium “Un canto per il Giubileo”, progetto sostenuto dalla Regione Lazio e ultimo appuntamento di un ciclo di eventi musicali proposti nel periodo natalizio, dopo le tappe di Nepi e Vallerano. Un’occasione che ha saputo coniugare valore artistico e senso di comunità, restituendo alla musica il suo ruolo di linguaggio condiviso.

Il primo tempo del concerto, interamente strumentale, è stato affidato al trio Estro Concertante, formato da Giovanni De Lorenzo alla tromba, Massimiliano Achilli al trombone basso ed Enrico Mazzoni all’organo. Questa prima parte si è articolata in due momenti distinti, mettendo in dialogo la musica con lo spazio architettonico della basilica.

I primi tre brani, eseguiti dall’altare, hanno stabilito un clima di solenne apertura. Il Trumpet Voluntary di Jeremiah Clarke e le pagine di Georg Friedrich Händel (la Marcia dall’opera Scipione e l’“Alla hornpipe” dalla Water Music) hanno trovato una collocazione naturale nel cuore liturgico dell’edificio, valorizzando il carattere celebrativo e luminoso di una scrittura che unisce chiarezza formale e slancio festoso.

La seconda parte del primo tempo, eseguita dalla cantoria, ha avuto come protagonista lo storico organo Inzoli del 1881, strumento capace di avvolgere l’ascolto con una sonorità più profonda e contemplativa. In questo nuovo assetto spaziale, il dialogo tra organo, tromba e trombone si è fatto più raccolto e meditativo. In particolare, nell’Air de trompette di Georg Philipp Telemann, l’equilibrio timbrico ha restituito tutta la raffinatezza del gusto settecentesco, in cui brillantezza e misura convivono armoniosamente. Brani come Adeste fideles di John Francis Wade e Caro mio ben di Giordani sono stati restituiti con misura ed eleganza, evitando ogni enfasi superflua.

Il secondo tempo ha introdotto la dimensione vocale con l’ingresso dell’Ensemble vocale Doppiounisono, guidato da Lucio Roberti. Si tratta di una realtà corale radicata nel territorio, capace nel tempo di costruire un percorso musicale coerente e riconoscibile, caratterizzato da un’attenzione costante al repertorio sacro e alla qualità del lavoro d’insieme. L’attività concertistica, svolta prevalentemente nella provincia di Viterbo, si affianca a un impegno continuo nella formazione vocale, con l’intento di avvicinare anche i più giovani alla pratica corale, in una visione che pone la musica come autentica protagonista.

L’apertura della seconda parte è stata affidata a Hodie Christus natus est di Domenico Bartolucci, eseguito a cappella. Questa scelta ha messo in piena evidenza la qualità del suono corale, l’attenzione all’intonazione e la capacità dell’ensemble di sostenere una polifonia pura e concentrata, creando un clima di intenso raccoglimento.

A partire da Adorna thalamum tuum, Sion di Mons. Valentino Miserachs Grau, è subentrato l’accompagnamento del trio Estro Concertante, che ha ampliato la tavolozza timbrica con discrezione e sensibilità. Nei brani di Miserachs, così come in Tota pulchra, il dialogo tra voci e strumenti ha restituito una lettura luminosa e comunicativa, in cui il linguaggio contemporaneo si è innestato con naturalezza nella tradizione liturgica.

Momento di particolare equilibrio espressivo è stato Jesus bleibet meine Freude di Johann Sebastian Bach, proposto in una lettura di grande misura e cantabilità. Il celebre corale ha trovato nell’intreccio tra voci e accompagnamento un punto di sintesi ideale tra rigore formale e naturale scorrevolezza del discorso musicale, dando vita a un’atmosfera di pacata serenità e raccolta interiorità.

La conclusione con Joy to the World di Lowell Mason ha infine restituito al pubblico un senso di gioia condivisa, suggellando un percorso musicale coerente e ben costruito.

Al termine del programma, il pubblico ha accolto con calore il bis finale, Zampognari al Presepe, realizzato dal Maestro Trifogli sulla celebre melodia di Tu scendi dalle stelle per la Schola Cantorum di Nepi. Un omaggio alla tradizione natalizia italiana, semplice e immediato, che ha chiuso la serata con un sentimento di gioia condivisa.

Il concerto ha offerto un esempio eloquente di come la bravura tecnica e la cura interpretativa trovino il loro significato più autentico nel fare musica insieme. In un luogo carico di storia e spiritualità come la Basilica Concattedrale di Sutri, interpreti, spazio e ascolto si sono fusi in un’esperienza capace di trasformare l’esecuzione in un vero momento di comunità viva e partecipe.

Programma eseguito:

  • Jeremiah Clarke – Trumpet Voluntary
  • Georg Friedrich Händel – Marcia dall’opera Scipione
  • Georg Friedrich Händel – Alla hornpipe dalla Water Music
  • John Francis Wade – Adeste fideles
  • Georg Philipp Telemann – Air de trompette
  • Giuseppe Giordani – Caro mio ben
  • P. F. Page – A Prayer Against War
  • Domenico Bartolucci – Hodie Christus natus est (a cappella)
  • V. Miserachs Grau – Adorna thalamum tuum, Sion
  • V. Miserachs Grau – Tota pulchra
  • Domenico Bartolucci – Cantantibus Organis
  • Johann Sebastian Bach – Jesus bleibet meine Freude
  • Lowell Mason – Joy to the World

Bis

  • Maestro Trifogli – Zampognari al Presepe su Tu scendi dalle stelle – per la Schola Cantorum di Nepi

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

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