Conte infatti aveva espresso parole di apprezzamento nei confronti dell’ex esponente del movimento, parole che ora può permettersi perché dopo la fuoriuscita di Casaleggio e l’archiviazione delle pendenze economiche su Rousseau puo’ iniziare a parlare da leader. Tuttavia non è bastato. L’ex deputato pentastellato ha infatti confermato la sua lealtà nei confronti di Conte ma considera il governo Draghi, di cui il M5S è parte, un ostacolo insormontabile.

In una intervista al Corriere della Sera, Conte ha definito Di Battista ‘un ragazzo leale e appassionato; adesso è in partenza per l’America Latina ma quando tornerà ci confronteremo e valuteremo le ragioni per camminare ancora insieme’.

‘Ti sono leale adesso e questo, in politica, significa dire pubblicamente quel che si pensa intimamente. Fino a che il Movimento sosterrà questo governo io starò sempre dall’altra parte della barricata”, chiude il discorso Di Battista.

Conte, intervistato Forum del Fatto Quotidiano,  ha affrontato vari temi cruciali alla base del nuovo movimento, in primis la nuova piattaforma che dovrà essere utilizzata dagli iscritti, dopo che il divorzio da Rousseau e dal suo fondatore Casaleggio: ‘Abbiamo una carta dei principi e dei valori, un nuovo statuto, una piattaforma di voto alternativa: a giorni avremo i dati degli iscritti, perché non può che essere così, ci sarà un grande momento di confronto pubblico e poi si voterà. La direzione politica del M5S va distinta dalla gestione tecnica della piattaforma. Non c’è possibilità per una forza politica rappresentata in Parlamento che ci sia anche solo l’ombra di una commistione tra questi due aspetti. Purtroppo da parte dell’Associazione Rousseau c’è stata una pressante ingerenza nelle scelte politiche: ma in democrazia se si ha un progetto alternativo, lo si presenta e lo si fa votare, funziona così. Un nodo fondamentale, che è stato per anni l’anima identitaria del Movimento, è il limite dei due mandati, il quale per il momento non trova posto nel nuovo Statuto ed è un tema che affronteremo più avanti in un confronto alla luce del sole. La forza del Movimento è stata una scelta originaria che si perpetuerà: far votare gli iscritti. Anche in questo caso ci sarà la possibilità di esprimere un voto sulle varie alternative che verranno proposte’.

Conte approfondisce anche il rapporto con il PD, in particolare gli accordi in salita per le amministrative, visto che i 5s hanno scelto di appoggiare la ricandidatura di Virginia Raggi a sindaco di Roma: -“Sono impegnato nel rapporto con il Pd in un dialogo alla pari, senza alcuna subalternità. Io parlo tanto con i romani: anche chi aveva un atteggiamento prevenuto nei confronti dell’amministrazione Raggi ora inizia a capire che i risultati hanno richiesto tempo, perché è stato necessario operare una cesura con il passato. Io non ho mai avuto dubbi sul sostegno alla sindaca. Recentemente mi è stata prospettata la possibilità che il Pd potesse candidare Nicola Zingaretti, persona che ha la mia stima e la mia amicizia: li ho avvertiti che questa candidatura avrebbe potuto avere ripercussioni serie sulla tenuta del governo regionale, dove da due mesi siedono due assessori M5S, e loro hanno fatto la loro scelta.

Conte fa una panoramica del suo Movimento 5 stelle, sul nuovo decorso che secondo lui il movimento dovrebbe avere: ‘Io in questi due mesi ho preparato un programma con tante riforme economiche e sociali: andrà condiviso, dovrà crescere col contributo della società civile e dei territori. Questo ci consentirà di avere un progetto competitivo per l’Italia dei prossimi cinque anni. Il nuovo movimento sarà intriso di cultura ecologica, saremo all’avanguardia in questo. Saremo dalla parte dell’inclusione e della giustizia sociale. Siamo di sinistra? Classificateci come volete, ma la realtà è che guarderemo anche alle esigenze dell’elettorato moderato. A me interessa abbassare le tasse’.