Nuovo metodo di rilevamento della variante Omicron validato dal Centro Comune di ricerca della Commissione europea

Sebbene oggi la variante Delta sia ancora dominante, resta fondamentale identificare i casi di Omicron e confinarli.

La variante Omicron infatti continua a diffondersi rapidamente nel mondo ed è noto che è molto diversa dal ceppo “Wuhan” originale.

La problematica principale correlata ad Omicron risiede nel fatto che essa potrebbe sfuggire ai metodi di tracciamento forniti dai test antigenici rapidi.

Il Centro Comune di ricerca della Commissione europea (JRC) ha elaborato un nuovo metodo di rilevamento specifico per Omicron e ne validato l’efficacia.

Questo nuovo metodo offre la possibilità a qualsiasi laboratorio che utilizza la tecnologia PCR (test molecolare) di identificare la variante Omicron rapidamente con apparecchiature di laboratorio standard.

Ciò è possibile grazie ad un reagente modificato sviluppato dal JRC che può essere ordinato dai fornitori regolari del test PCR.

La nuova metodologia proposta dal JRC parte da un dato scientifico: la maggior parte dei cambiamenti che caratterizzano la variante Omicron si trova nel gene che codifica la glicoproteina Spike, che è una componente chiave del virus e ne facilita l’ingresso nelle cellule umane.

Ispezionando le regioni codificanti la proteina Spike di tutte le sequenze complete contrassegnate da Omicron, gli scienziati del JRC hanno identificato una regione bersaglio con un cluster di sequenze di acidi nucleici unico e specifico per Omicron.

Basandosi su questi risultati, hanno progettato una reazione a catena della polimerasi in tempo reale specifica per la variante di Omicron (RT-qPCR).

La sensibilità e la specificità del metodo sono state confermate con successo: i campioni di pazienti infetti da Omicron sono risultati positivi, mentre i campioni di pazienti infetti con altre varianti, come la variante Delta, sono risultati negativi.

Piera Toppi

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