Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la partecipazione, in videoconferenza, alla sessione di apertura della XXXVII Assemblea annuale dell'ANCI, Roma, 17 novembre 2020. ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA/US QUIRINALE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Nuovo governo e Sergio Mattarella

Il 25 settembre 2022 ha segnato il ritorno compatto della coalizione del centrodestra. Era dall’uscita di Silvio Berlusconi, nel novembre 2011 (poi sostituito da Mario Monti), che il centrodestra non tornava a Palazzo Chigi.

A spoglio concluso, il nuovo Parlamento inizierà a comporsi con l’assegnazione dei collegi a Camera e Senato.

Formalmente, i nuovi deputati e senatori dovrebbero essere accolti lunedì 10 ottobre, con la prima seduta fissata giovedì 13 ottobre, quando saranno eletti i presidenti di Camera e Senato: sostituiranno gli uscenti Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Entro sabato 15 ottobre, infine, scadranno i termini entro i quali i parlamentari dovranno comunicare il loro gruppo di appartenenza.

Iniziano le consultazioni

Dopodiché, crescerà l’attesa per capire chi sarà il premier.

Lo sceglierà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che al termine delle consultazioni sceglierà a chi affidare l’incarico di formare il nuovo Governo.

Le consultazioni dovrebbero partire lunedì 24 ottobre: non potrebbero iniziare prima dal momento che il Quirinale dovrà prima ascoltare il parere dei nuovi presidenti delle Camere.

Probabilmente, le consultazioni non dureranno più di 3 giorni: è possibile che il nome del premier si abbia non oltre giovedì 27 ottobre.

Dato il risultato delle elezioni, è possibile che il presidente Sergio Mattarella, dopo le consultazioni, dia mandato esplorativo – o pieno – a Giorgia Meloni (appoggiata dall’intera coalizione: Lega, Forza Italia e Noi Moderati, oltre a Fratelli d’Italia).

Se la leader di Fratelli d’Italia scioglierà la riserva, presenterà la lista dei ministri al Quirinale: una volta approvata, il nuovo Governo potrà giurare davanti al Capo dello Stato.

I possibili ministri

Oggi è ancora presto per dirlo, ma il voto ha clamorosamente ridimensionato la Lega, che potrebbe veder sfumare l’agognato Ministero dell’Interno, con Matteo Salvini lontano quindi dal Viminale.

Le carte, adesso, le darà lei. Il largo successo di Fratelli d’Italia consegna a Giorgia Meloni non solo la candidatura per Palazzo Chigi ma anche un ruolo di assoluto rilievo nella trattativa con gli alleati per la formazione del nuovo Governo.

L’ipotesi è che la carica possa andare sì al Carroccio, ma a un altro esponente: nel frattempo, la Lega dovrà fare i conti con la sua leadership, dopo il flop elettorale.

Economia ed Esteri potrebbero essere affidati a due tecnici come Fabio Panetta (membro del board della Banca centrale europea) ed Elisabetta Belloni, direttrice del Dis.

Occhio poi ai fedelissimi di Giorgia Meloni, come Guido Crosetto e Ignazio La Russa, che potrebbero ottenere deleghe.

Senza poi dimenticare i nomi pesanti degli alleati, come gli azzurri Antonio Tajani e Licia Ronzulli.

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