Italian Prime Minister, Giuseppe Conte attends a press conference to present the new measures contained in the new Ministerial Decree (DPCM) for the Covid-19 emergency, at the Palazzo Chigi in Rome, Italy, 18 October 2020. Conte will unveil further restrictions as new cases of coronavirus continue to rise. EPA/ANGELO CARCONI

Nuovo Dpcm, spostamenti tra regioni a una condizione. Il piano

Il nuovo Dpcm, che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 4 dicembre, introdurrà alcune limitazioni in vista delle festività natalizie, ma anche alcune libertà conseguenti al miglioramento della curva epidemiologica. Sul tavolo del governo c’è uno dei temi che più interessano a buona parte degli italiani: ovvero gli spostamenti tra regioni.

Nuovo Dpcm e spostamenti tra regioni, il piano del governo

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la soluzione verso la quale tende il governo al momento è quella di permettere di spostarsi solo tra le regioni in fascia gialla. Una misura necessaria per evitare che si ripeta quanto è accaduto durante l’estate, che ha forse gettato i semi di questa seconda ondata.

Tra i ministri c’è chi però invoca un allentamento ulteriore soprattutto nel periodo appena precedente le festività. Non è un segreto, infatti, che molte persone vivono in regioni diverse da quella della propria famiglia, con cui vorrebbero ricongiungersi per festeggiare il Natale in un anno difficile.

Spostamenti tra regioni, le eccezioni al vaglio

Tra le eccezioni che potrebbero essere previste per alleggerire i divieti di spostamenti tra regioni in zona rossa e arancione, si valuta il ricongiungimento familiare per i parenti stretti: come riporta il Corriere della Sera, però, vale solo per genitori e figli, coniugi, partner conviventi anche se non sono residenti o domiciliati in quel luogo.

Resterà quasi certamente in vigore il divieto di organizzare feste e cene in locali pubblici, e sarà fortemente raccomandato incontrarsi solo con poche persone a casa, sempre rispettando le misure.

Nuovo Dpcm, venerdì Speranza firmerà le ordinanze

Se il trend della curva di contagi si confermerà positivo nelle prossime settimane, tutte le regioni potrebbero però ritrovarsi in una fascia di rischio basso: o almeno questa è la speranza del governo e degli esperti che dovranno redigere il nuovo Dpcm. Il premier Conte però è sicuro su un punto: il  Natale richiederà misure ad hoc.

C’è grande attesa dunque per la data del 27 novembre, quando il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà le ordinanze che assegneranno le regioni nella propria fascia di rischio in base ai dati del monitoraggio. Secondo quanto si apprende, Lombardia e Piemonte potrebbero passare in fascia arancione e anche altre regioni potrebbero cambiare zona.

Ma indipendentemente dal colore, alcuni governatori sono pronti a firmare alcune ordinanze per garantire rigide misure per altre due settimane: è il caso di Giovanni Toti per la Liguria, Nicola Zingaretti per il Lazio e Luca Zaia per il Veneto.

‘Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo’: così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

“Non c’è un orientamento per l’obbligo del vaccino, ma lo raccomandiamo. L’obbligo è scelta forte. Io lo farò senz’altro perché quando sarà ammesso sarà sicuro e testato. Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte. Penso che il vaccino ci sarà da fine gennaio”.

“Abbiamo stanziato 2 miliardi aggiuntivi ed è previsto uno scostamento di 8 miliardi, sappiamo quanto vale il Natale. Abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori. Continueremo ad intervenire per i lavoratori rimasti fuori dal primo intervento, anche con dei decreti per le città turistiche. Dobbiamo intervenire per la cultura, lo spettacolo e il turismo e interverremo anche per partite IVA e autonomi. Lo scostamento che abbiamo chiesto è dedicato a loro”.

“Il Consiglio europeo di dicembre sarà decisivo per trovare l’accordo sul Recovery fund. C’è un problema, un veto politico di Polonia e Ungheria. L’ostacolo è questo. Ma c’è grande senso di responsabilità e confido che i paesi che hanno posto il veto sullo stato di diritto rivedano la posizione – ha detto ancora Conte -. È giusto che lo facciano perché altrimenti danneggeranno le loro stesse economie”.

“Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo”, ha affermato il presidente del Consiglio.

“Domani abbiamo un Consiglio dei ministri, domani dobbiamo chiudere questa partita”, ha detto poi Conte rispondendo ad una domanda sul commissario alla Sanità in Calabria.

“Uno stato libero e democratico non puo’ entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavolo. Vogliamo ridurre la socialità ma consentire la tradizione a noi molto cara dei doni. In questo senso è controproducente limitare gli orari dei negozi”, ha detto Conte a Otto e mezzo spiegando che il governo cercherà di “dilatare” gli orari dei negozi.

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