Fondato il legittimo impedimento, processo rinviato a mercoledì. A Napoli giudizio immediato per corruzione

Finalmente si è concluso il ‘giallo’ sul legittimo impedimento di Silvio Berlusconi a partecipare al processo presso il tribunale milanese. Accertato l’impedimento del Cavaliere. Sembrava fosse una bugia dell’ex premier per scampare ad una possibile sentenza nel processo Ruby ed invece non è stato così. Per esser ben certi che l’impedimento fosse fondato, i giudici milanesi hanno mandato non una ma ben 2 visite fiscali al leader del Pdl, come se non bastasse la decisione del medico personale di farlo restare ancora un giorno nell’ospedale San Raffaele. Le due visite farebbero pensare che per i giudici la decisione del medico di Silvio Berlusconi fosse un tentativo di appoggiarlo. Ed invece non è stato così. Il processo è stato rinviato a mercoledì. La visita da parte dei medici nominati dal tribunale di Milano ha accertato un “scompenso plessorio” e quindi un impedimento assoluto a essere presente in aula. Per questa ragione il processo Ruby è stato è stato rinviato dai giudici a dopodomani mercoledì.

 

 

Richiesto giudizio immediato per corruzione a Napoli. Mentre a Milano i giudici respingono tutte le richieste dei difensori di Silvio Berlusconi e si accaniscono contro l’ex premier,  continua a Napoli il caso sulla ‘condotta’ considerata poco ‘corretta’ del leader del Pdl. Anche i giudici partenopei non sono per niente magnanimi con il Cavaliere. La procura di Napoli ha chiesto nei suoi confronti e nei confronti del senatore Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, il giudizio immediato. I tre sono accusati di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori tra il 2006 ed il 2008. La richiesta di giudizio immediato è stata effettuata dai procuratori aggiunto Federico Cafiero de Raho e Francesco Greco e i pm Vincenzo Piscitelli, Alessandro Milita, Antonio D’Onofrio e John Henry Woodcock. Il gip ha a disposizione cinque giorni di tempo per accogliere o meno l’istanza dei pm. Se il giudice per le indagini preliminari accoglierà la richiesta, per Berlusconi e gli altri indagati si aprirà il processo saltando l’udienza preliminare. E dalla notifica del decreto di giudizio immediato la difesa avrà quindici giorni per chiedere il rito abbreviato. A imprimere un’accelerazione sui tempi processuali dell’inchiesta deve aver contribuito l’ombra della prescrizione che incombe sui fatti oggetto di contestazione. Agli atti figurano le dichiarazioni spontanee di De Gregorio rese tra dicembre e gennaio scorso, le dichiarazioni di Laviotla rese nel corso degli interrogatori dopo il suo arresto nella primavera di un anno fa, e altri elementi raccolti nella fase delle indagini, incluse le testimonianze di senatori del centrosinistra sentiti nei giorni scorsi come persone informate sui fatti. Il 28 febbraio scorso i pm napoletani notificarono a Berlusconi un invito a comparire per rendere interrogatorio, ma il Cavaliere, tramite i suoi legali, chiese di poter ascoltato non prima del 15 marzo sostenendo il legittimo impedimento: richiesta respinta dai pm che gli avevano messo a disposizione tre date, il 5, il 7 e il 9 marzo. Ora, dunque, la svolta è vicina. E intanto pende la richiesta di autorizzazione avanzata dai pm per procedere alla perquisizione di una cassetta di sicurezza presso il Monte dei Paschi di Siena a Roma, nella disponibilità di Berlusconi secondo gli inquirenti, e nella disponibilità del partito secondo la difesa. Per tale richiesta bisognerà attendere l’insediamento del nuovo Parlamento.

 

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