Italian Justice Minister Carlo Nordio during a question time at the Senate, Rome 1 December 2022. ANSA/FABIO FRUSTACI

Nordio e la complessità del diritto e della politica

Alla Stampa di Torino, in una lunga intervista, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio,  spiega le misure:

«E’ un intervento che assicura ed estende la possibilità di adottare incisivi strumenti di indagine, come le intercettazioni ambientali, per reati aggravati dal metodo mafioso, dalla finalità di terrorismo o per il sequestro per estorsione. È una norma specifica, di tipicizzazione per allontanare il rischio di compromettere molti processi. Di propaganda, c’è solo la ‘propaganda fidei‘, la fede nella certezza del diritto».

Nordio ribadisce che non esiste il ‘ministro giustizialista’ o ‘garantista’ ma “la complessità della realtà, del diritto e della politica”: ‘Non sono affatto a disagio per l’inasprimento delle pene contro dei criminali, i piromani: rappresenta l’attenzione dello Stato per la repressione di gravissimi fenomeni e la tutela di chi li subisce. Anche il governo Draghi era intervenuto; noi abbiamo aggiunto un’aggravante per punire chi si procura un vantaggio, mandando in fumo aree del nostro meraviglioso Paese’.

Nordio torna sulla riforma della giustizia per ribadire che non c’è nessuna guerra con la magistratura in corso: “Dal punto di vista personale, i rapporti con i vertici dell’Anm sono molto buoni. Ho ricevuto più volte il presidente Santalucia e la giunta. Naturalmente esistono delle differenze di vedute che sono e saranno oggetto di confronto. Quanto all’azione disciplinare, il Ministro ha chiesto al Procuratore generale di valutare eventuali presupposti per il suo esercizio, evidenziando profili esclusivamente di natura tecnica. Parlare, come qualcuno ha fatto, di aggressione alla magistratura è improprio, come sarebbe improprio parlare di aggressione al Parlamento quando un pm invia un’informazione di garanzia ad un suo membro. Per il resto, considero l’autonomia e l’indipendenza della magistratura valori sacri e non negoziabili”.

Sul tema dei mezzi e dei fondi per il sistema giudiziario, il Guardasigili dice che “è in atto un lavoro imponente soprattutto sulla giustizia civile, ma non arriva alla ribalta mediatica. Sul Pnrr, le prossime rilevazioni rifletteranno i primi effetti della massiccia immissione di personale e delle riforme entrate in vigore”. Garantisco – aggiunge alla “Stampa” – che “siamo alla stanga”, perché – come ha ricordato il Presidente Mattarella – il raggiungimento degli obiettivi “dipende dall’impegno di tutti”. Nordio poi nega ritardi sull’utilizzo dei fondi del Pnrr: “Non siamo affatto in ritardo. In un anno e mezzo sono stati iniettati 450 mln nel sistema giustizia, come mai prima; sull’edilizia giudiziaria la maggior parte della spesa è prevista dal 2024 in quanto il primo biennio era dedicato alla progettazione delle opere, alcune delle quali già avviate”. Infine, i rapporti nel governo: “Ricordo con orgoglio che alla fine dell’esposizione del mio ddl al consiglio dei ministri vi è stato un piccolo applauso. Con la Presidente Meloni, siamo in assoluta sintonia

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