Nordcorea, “senza nucleare faremmo la stessa fine di Saddam e Gheddafi”

Il destino di Saddam Hussein in Iraq e quello di Muammar Gheddafi in Libia mostra cosa succede quando i Paesi abbandonano le loro ambizioni nucleari. Così la Corea del Nord difende, in un editoriale pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale Kcna, il suo ultimo test nucleare.

“La storia dimostra che una forte deterrenza nucleare è la spada più forte per contrastare l’aggressione straniera”, dichiara Pyongyang, per la quale il test è stato un “grande evento” che ha fornito al Paese con un deterrente abbastanza potente per proteggere i propri confini contro tutte le forze ostili, compresi gli Stati Uniti. L’attuale situazione internazionale ricorda “la legge della giungla” in cui solo i forti sopravvivono, si legge ancora nell’articolo.

“Il regime di Saddam Hussein in Iraq e quella di Muammar Gheddafi non potevano sfuggire al destino della distruzione dopo essere stati privati delle basi per il loro sviluppo nucleare e aver abbandonato i loro programmi nucleari di propria iniziativa” ricorda il testo, sostenendo che entrambi hanno commesso l’errore di cedere alle pressioni occidentali guidati dagli Stati Uniti.

Chiedere alla Corea del Nord di rinunciare alle sue armi nucleari è inutile come “desiderare di vedere il cielo che cade”, ha detto ancora, aggiungendo che l’intero Paese è orgoglioso della sua “bomba H di giustizia”.

Il regime nordcoreano ha inoltre messo in guardia la Corea del Sud, che ha ripreso le trasmissioni di propaganda attraverso gli altoparlanti posizionati al confine, sul fatto che le sue azioni stanno portando la penisola “sull’orlo della guerra”.

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