Il 14 luglio alle ore 6:00, in concomitanza con lo storico Festino, la seconda tappa del ciclo *Eretiche, Sante e Profetesse* trasforma la memoria dei roghi in luce archetipica. La
performance instaura un sincretismo millenario tra la *Santuzza* e la divinità
del Mediterraneo *Tanit* “Grande Madre” di un intero mare antico.
Nel giorno più iconico per la devozione palermitana, il *14 luglio* alle ore *6:00* del mattino (all’alba), l’artista visuale e transmediale *Nora Lux* presenterà a Piazza Villena (Quattro Canti) a Palermo la seconda tappa del suo progetto europeo itinerante. La performance, dal titolo *”Santa Rosalia e l’ottagono del sole”*, curata da *Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona*.

La performance sovverte radicalmente lo spazio urbano e il tempo storico. Se storicamente l’alba era l’ora in cui venivano accesi i roghi per bruciare le eretiche e le donne considerate devianti, la Lux trasforma questo preciso istante in un potente rituale di rinascita collettiva. Alle ore 6:00, il corpo performativo dell’artista si fa canale geometrico per “attivare la luce”, restituendo un’accezione positiva di emancipazione, purezza e riattivazione corporea attraverso la luce solare nascente.
*La Geometria Sacra e l’Ottagono del sole*
La scelta dei Quattro Canti non è puramente monumentale, ma risponde ai dettami della geometria sacra. Lo spazio ottagonale della piazza palermitana, tradizionalmente denominato Teatro del Sole, viene decodificato dall’artista come una struttura cosmica in cui il cielo e la terra si incontrano. L’ottagono, simbolo di infinito e di rigenerazione, diventa il perimetro rituale in cui il corpo di Nora Lux agisce per ridestare le energie sopite del sacro femminile, convertendo l’architettura barocca in un generatore spirituale di luce.
Ottagono come fonte battesimale, acqua di rinascita spirituale, e linfa vitale.
*Il Sincretismo: Da Santa Rosalia alle Dea Madre*

L’impianto concettuale della performance si spinge oltre i confini del dogma religioso, istituendo un parallelismo antropologico e archetipico di rara profondità. Santa Rosalia, figura simbolo di isolamento mistico, purificazione e liberazione dalla peste, viene ricondotta alle sue radici mediterranee più ancestrali.
Attraverso i gesti, i simboli e la drammaturgia performativa, Nora Lux traccia un filo rosso invisibile che lega la Santuzza” alla divinità del passato.
La primitiva edicola punica dedicata a Tanit, sul monte pellegrin , nella grotta dove viveva da eremita Santa Rosalia è profondamente connessa
All’ acqua che percolava dalle rocce calcaree, era il simbolo stesso della dea, che donava fertilità alla terra e alle donne. Successivamente con la cristianizzazione del luogo, quell’acqua non ha perso il suo valore sacrale,i fedeli la considerano un’acqua taumaturgica e miracolosa, capace di guarire i malati grazie all’intercessione di Santa Rosalia. La continuità del sacro opera un riconvertimento.

*Tanit*, la dea madre protettrice di Cartagine, è intensamente radicata nella memoria sotterranea della Sicilia antica.
Questa divinità rifluisce e si rispecchia nella figura di Rosalia, svelando come il culto della santa palermitana custodisca la stratificazione millenaria di una sola, immensa potenza generatrice e spirituale femminile.
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