Non solo il Mediterraneo: anche in altre parti del mondo si continua a morire in silenzio
redazione
7 Agosto 2025
Politica
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| Almeno 68 persone hanno perso la vita in un tragico naufragio al largo delle coste dello Yemen. Questo è il tragico risultato di una nuova strage silenziosa, consumata lontano dai riflettori mediatici, che riporta all’attenzione la drammaticità dei flussi migratori lungo rotte meno conosciute ma non meno pericolose. |
| L’Associazione Don Bosco 2000 esprime profondo dolore per questa ennesima tragedia e lancia un appello forte e chiaro: non solo il Mar Mediterraneo miete vittime. Le morti si consumano anche altrove, in zone ancora meno controllate, dove si muore nell’indifferenza generale. |
| Il naufragio è avvenuto al largo della provincia di Abyan, in Yemen, lungo quella che viene chiamata la “rotta orientale”, tra le più insidiose al mondo. I migranti, in gran parte di origine etiope, erano partiti alla volta della Penisola Arabica, fuggendo da guerre, persecuzioni e povertà estrema. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), solo 12 persone sono state tratte in salvo su un totale stimato di 157 a bordo. |
| “Non possiamo più accettare che persone siano costrette a morire per cercare un futuro che spesso, nei Paesi di approdo, si rivela solo un’illusione – afferma Agostino Sella, presidente dell’Associazione Don Bosco 2000 – Tacere su queste notizie è da vigliacchi. In mare si continua a morire mentre persone senza scrupoli fanno affari d’oro sulle vite umane.” |
| Inoltre “Serve una strategia globale, non più rinviabile, che agisca in maniera strutturale sulle cause profonde delle migrazioni forzate: povertà, cambiamenti climatici, conflitti armati e instabilità politica. Solo investendo seriamente in cooperazione internazionale, formazione, sviluppo sostenibile e canali sicuri di mobilità si può spezzare il ciclo di morte e disperazione che accompagna milioni di esseri umani” aggiunge ancora il presidente Sella. |