Non allineati: Grillo e Vendola bocciano il piano Di Pietro

L’idea lanciata da Antonio Di Pietro formare l’asse dei non allineati assieme a Beppe Grillo e Nichy Vendola non piace ai diretti interessati. Prima il Movimento 5 Stelle e poi Sinistra Ecologia e Libertà bocciano il ‘grande piano politico’ promosso dall’ex pm. Il primo stop, quello più duro e difficile da digerire, visti rumors dei giorni scorsi, arriva dal comico genovese. “Il MoVimento 5 Stelle non si alleerà con nessun partito per le prossime elezioni e non ha ricevuto proposte da parte di alcuno”. E’ il commento breve ma chiarificatori firmato da Beppe Grillo sul suo blog. E come non bastasse, a stretto giro, arriva precisa e puntuale la bocciatura dallo stato maggiore di Sel. “Sentire parlare di non allineati è come quando sento parlare Casini di fronte dei responsabili. E’ vecchissima politica. La nostra politica non può ridursi a schieramenti, dove non contano mai i contenuti. I problemi gravissimi del paese si devono affrontare cambiando la politica europea e rompendo con l’austerità di Monti”. Pensiero e parole di Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà. Due no che pesano come un macigno, in chiave elettorale, per il leader dell’Italia dei Valori. Di Pietro, con la proposta dei non allineati, pensava di trovare una facile sponda in quei partiti che non appoggiano il governo Monti. Un’alleanza dei partiti dell’antipolitica per dare una scossa al sistema. Almeno questo come facciata. Ma un’alleanza dei ‘non allineati’ per Di Pietro significa garanzia di portare in Parlamento un nutrito gruppo di eletti targati Idv. Non è un mistero che il partito dell’ex magistrato stia vivendo una emorragia di voti: per sopravvivere ha bisogno dei grillini. Cose queste tutte note a Grillo e che giustificano, almeno momentaneamente, il suo no a questa ammucchiata politica. Il Beppe nazionale non vuole regalare i suoi voti a Tonino nazionale e garantendogli, così, una nutrita rappresentanza in Parlamento. Il comico vuole essere l’unica vera anima dell’antipolitica italiana e non vuole dividere i voti con nessuno. Ecco dunque che per Di Pietro la strada è tutta in salita dopo il doppio no di oggi. Per ora ha davanti due alternative per ‘sopravvivere’: continuare da solo la sua battaglia ‘contro il sistema istituzionale’ gareggiando sullo stesso terreno di M5S. Oppure abbandonare la strada dei continui scontri istituzionali per rispolverare quella foto di Vasto che lui ha ‘voluto’ anzitempo strappare.

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