Naufragio al Giglio: la scatola nera era rotta. Procura e difesa Schettino smentiscono

Novità nell’inchiesta sul naufragio della Costa Concordia. La scatola nera della nave non ha registrato nulla del naufragio al Giglio perché era in avaria già quattro giorni prima dell’incidente. La notizia viene riferita dal Corriere della Sera, sulla base del lavoro dei periti incaricati di esaminare lo strumento che a bordo registra ogni cosa avvenga nella sala comando. A bordo della nave da crociera, inoltre, la notte del naufragio non funzionarono nemmeno le porte dei compartimenti stagni che non si chiusero quando l’acqua cominciò ad entrare dalla fallo provocata nell’impatto con lo scoglio Le Scole dell’isola del Giglio. Oltre il danno, la beffa. Stando alle indagini condotte dalla Grosseto hanno accertato,la scatola nera era guasta già dal 9 gennaio, quattro giorni prima del naufragio, e che l’intervento di riparazione era stato concordato per il 14 gennaio all’arrivo nel porto di Savona. Va ricordato che secondo il codice di Navigazione, le navi non possono salpare senza la piena efficienza dei sistemi di controllo. Inoltre, una volta avvenuto l’impatto, non avrebbero funzionato nemmeno alcuni sistemi di sicurezza interna. Tra questi le porte dei compartimenti stagni che evitano l’allagamento completo dello scafo. Da quanto hanno potuto verificare i periti citati dal Corriere della Sera, le porte stagne erano aperte durante la navigazione, contrariamente ai regolamenti di navigazione, e quando sarebbe servito chiuderle per bloccare l’acqua non è stato possibile perchè i comandi non rispondevano più.

Costa: “Da scatola nera segnale d’errore, ma sistema funzionava benissimo”. Interviene anche la Costa in merito alla vicenda del presunto malfunzionamento della scatola nera della nave. Secondo la compagnia, il sistema inviava un segnale di errore, ma ribadito che l’apparecchiatura era funzionante. La scatola nera della Costa Concordia “aveva segnalato solo un codice d’errore che non significava assolutamente che l’apparecchio non funzionava”, ha precisato in una nota, Costa Crociere. Ai fini delle indagini sul naufragio della nave, avvenuto il 13 gennaio davanti all’isola del Giglio, i dati contenuti nella scatola nera sono risultati perfettamente in linea con le aspettative dei tecnici”, ha aggiunto Costa Crociere, “sottolineando come non vi sia norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare. Secondo la compagnia poi i dati presenti nel VDR non confermano l’affermazione che le porte stagne fossero aperte per problemi al sistema martec che controlla l’energia elettrica, come verrà chiarito al termine dell’attuale fase procedimentale (Incidente Probatorio)”.

Procura smentisce: “Da scatola nera dati utili alle indagini”. La procura di Grosseto ha invece smentito quanto rivelato dal Corriere della Sera, secondo cui la scatola nera della Concordia non ha registrato nulla del naufragio al Giglio, come rivelato dal Corsera riferendo del lavoro dei periti incaricati di esaminare lo strumento. La scatola nera conterrebbe dunque tutti i dati “utili alle indagini”, come tengono a precisare gli inquirenti, ribadendo che le notizie comparse, “allarmanti”, non corrispondono a una reale impossibilità di utilizzare i dati di viaggio e i dati audio contenuti nell’apparecchiatura della nave. La scatola nera dava da giorni un messaggio di errore, ma l’acquisizione dei dati e la loro archiviazione è completa. Tramite le perizie, è possibile ricostruire nel dettaglio la rotta della nave, in quei drammatici momenti, e le comunicazioni a voce tra il comandante e i membri dell’equipaggio. Anche la difesa del comandante Francesco Schettino ha smentito, ribadendo che la scatola nera contiene tutti i dati di bordo, sia quelli audio, con le conversazioni sulla plancia di comando, sia quelli di navigazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com