Fincanteri: manifestazioni a Genova e ad Ancona

Ancora proteste a Genova. Non  sono bastate infatti le rassicurazioni di Napolitano a calmare gli operai. Questa mattina, infatti, alcune centinaia di operai hanno lasciato lo stabilimento e si stanno dirigendo in corteo verso il centro di Genova. Vorrebbero certezze sul futuro del cantiere, privo di commesse dal marzo del prossimo anno. La manifestazione viene aperta dagli studenti di un istituto superiore di Sestri Ponente. Il corteo si dirige verso la sede genovese di Confindustria. Alla loro protesta si è aggiunta anche quella dei metalmeccanici delle Riparazioni Navali. Un migliaio le persone che manifestano. Gravi i disagi al traffico cittadino.

Aria di protesta, anche ad Ancona. Gli operai hanno forzato il il lucchetto che chiudeva i cancelli, hanno occupato lo stabilimento, per ribellarsi  al “comportamento irresponsabile dell’azienda” che ieri,  attraverso l’ad Giuseppe Bono, ha dichiarato che non avrebbe partecipato all’incontro fissato questa mattina alle 12 in Regione. Lo riferisce il segretario della Fiom Giuseppe Ciarrocchi, che annuncia iniziative clamorose. Lo scopo dell’occupazione è far uscire i dipendenti, in particolare gli amministrativi, che sono ancora dentro. Gli operai dovrebbero poi ripartire in corteo dallo stabilimento e dirigersi – ma ancora non c’é conferma – verso la stazione ferroviaria, dove in altre occasioni sono stati occupati i binari. Dipendenti e sindacati chiederanno di essere poi raggiunti nel luogo della protesta prescelto dalle istituzioni locali. Lo stabilimento è al momento presidiato dalle forze di polizia.

Incontro di Napolitano con operai Fincantieri: ”Questo Paese deve tornare a fare politica industriale come in passato”: è il messaggio lanciato da Napoltano, nel corso dell’ incontro a Genova con Fincantieri. Davanti alla prefettura, sede dell’incontro, Napolitano e’è stato accolto da un lungo applauso e dallo slogan ”lavoro lavoro”, scandito da un gruppo di operai.

Al termine dell’incontro il presidente ha voluto personalmente stringere la mano ai tanti operai che lo attendevano fuori dal palazzo del governo. Farò il possibile per  aiutarvi – ha detto loro – condivido le vostre preoccupazioni”. ”So benissimo che cosa sia il lavoro per voi, so benissimo cosa significhi la cantieristica a Genova”, ha aggiunto Napolitano salutando gli operai. ”Nei limiti delle mie possibilità –  ha anche affermato – mi adopererò per favorire la ricerca di una soluzione”.

Ai sindacalisti, nel corso dell’incontro durato una ventina di minuti, il Capo dello Stato si è  impegnato a parlare con il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, oggi a Genova per il simposio Cotec, ”per il progetto di rottamazione del naviglio”. E ha assicurato anche che parlerà  con il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, perché  al tavolo convocato per l’inizio di novembre ci sia ”qualcosa di concreto”.

Ma non regge la tregua sindacale per Fincantieri. Poco dopo l’incontro dei sindacati confederali con Napolitano, un dirigente della Uilm, che  è stato duramente contestato dagli operai dello stabilimento di Sestri Ponente. In strada, di fronte al palazzo del governo, dopo che il presidente della Repubblica se ne era andato, un gruppo di lavoratori ha insultato Antonio Apa, della Uilm di Genova. Il sindacalista viene accusato anche dai dirigenti Fiom di avere firmato accordi separati per gli stabilimenti di Riva Trigoso e del Muggiano.

”Fincantieri provoca ancora, ha convocato per domani i lavoratori a Riva e al Muggiano per proseguire l’accordo separato. E’ inaccettabile, la Fiom non ci sarà ”, ha affermato Bruno Manganaro. ”Abbiamo appena avuto la comunicazione – dice il sindacalista -. E’ incredibile. Il ministro ha convocato un tavolo e l’azienda dovrebbe perciò fermarsi e attendere. Invece l’ad si fa’ i fatti suoi e va avanti per la sua strada, mentre il proprietario si gira dall’altra parte”. Secondo la Fiom l’azienda ”vuole arrivare davanti al ministro e dire ecco il piano, lo abbiamo fatto, l’incontro diventa allora inutile”. Sia la Fiom sia la Cgil di Genova, per voce di Ivano Bosco, auspicano che gli altri sindacati non accettino domani di andare all’incontro.

La delegazione Fincantieri che ha incontrato il Capo dello Stato è composta da sei persone, due per ogni sigla sindacale. Si tratta di Francesco Grondona, segretario generale della Fiom di Genova, Ivano Bosco, segretario della Camera del Lavoro di Genova, Alessandro Vella, segretario provinciale genovese della Fim-Cisl, Cristina Balsano, segretaria della Cisl di Genova, Antonio Apa, segretario della Uilm di Genova e Pierangelo Massa, segretario ligure della Uil.

 

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