Napoli in voce e teatro: Lina Sastri e “Lina e le altre” al Sannazaro di Napoli

In un sabato piovoso di novembre, il Teatro Sannazaro si accende di emozione e memoria con uno spettacolo tutto al femminile ideato e diretto da Lina Sastri.

All’interno del teatro — quello di Luisa Conte, tra memorabilia, costumi e vecchie locandine — si respira calore e attesa. La platea è quasi sold out, i palchi pieni: un pubblico affezionato, per lo più maturo, pronto a lasciarsi condurre da Lina Sastri nel suo viaggio musicale e teatrale. Alle 21:15 si alza il sipario: Lina appare in abito rosso e scarpe nere col tacco, elegante e intensa, microfono in mano e voce già piena di presagi.

A sinistra, Elisabetta Serio guida al pianoforte una formazione tutta al femminile — chitarra, violino, basso, batteria e percussioni — sei musiciste che intrecciano dolcezza e precisione. Sastri alterna due microfoni: uno “gelato” per il canto e uno discreto per la parola. È il segno del suo doppio respiro: teatro e musica, voce e racconto.

Lo spettacolo si apre nel segno del teatro con un recitato da Masaniello — “Sore’, ’a Maronn’…” — detto con quella voce roca e vibrante che sembra arrivare dalle viscere di Napoli. Subito dopo la musica: Madonna de lu Carmine, un canto di devozione, e poi la Tarantella del Gargano, in cui ritmo e parola si inseguono in una danza antica, con inserti recitati che diventano piccole scene.

Con La leggenda del lupino, Lina trasforma il palco in un racconto fiabesco, sospeso tra poesia e memoria. Poi, a sorpresa, 4/3/1943 di Lucio Dalla: la voce di Lina, limpida e in italiano, si fa nuova, quasi trasfigurata. È un omaggio che commuove proprio per la sua verità.

Un intenso brano tratto da Filumena Marturano — “E giuraie!” — apre una sequenza più intima: Maggio se ne va, introdotta al piano da Serio, seguita da L’addio e Canzona appassiunata. Poi, in un rapido cambio d’abito, sotto il rosso compare il nero di Medea, che Lina evoca con voce ferita: “E tu taci.” È il momento in cui teatro e musica diventano una cosa sola.

La seconda parte si apre con So’ degno ’e te e un recitato da La casa di Ninetta (“Solo so’ fortunati”), poi scorrono Reginella, lenta e teatrale, Lili Kangy, So’ Bammenella ’e copp’ ’e quartiere e Carmen Zucconas. Qui Lina scherza, si muove con uno scialle rosso tra le mani, perde un attimo il ritmo, ride con il pubblico, lo coinvolge. È viva, presente, vera.

Dal recitato di Il ventre di Napoli nasce Terra mia di Pino Daniele: pathos puro, con un arrangiamento lieve di chitarra arpeggiata e violino docile. Un omaggio sincero — anche personale — al grande cantautore, cui la Serio fu legata artisticamente.

La parte finale è un crescendo: Maruzzella con ritmo moderno di bonghetti e basso, Anna verrà eseguita con dolce intensità, e l’immancabile ’O sole mio sotto le luci giallo-arancio del palco. Poi arriva El Negro Zumbón, la celebre canzone del film Anna (1951): Lina la interpreta con ironia e sensualità, evocando Silvana Mangano tra canto e danza. È un momento di pura gioia scenica, il più luminoso della serata.

A sipario chiuso, Lina torna in scena. Legge una lettera a Eduardo De Filippo con voce affettuosa e tremante. Quando fatica a voltare le pagine, dal pubblico arriva una voce: “Ma sei bravissima!”, e la sala esplode in un applauso. Lei sorride, ricorda Natale in casa Cupiello, quando fu accanto a Eduardo e Titina, e il teatro diventa casa.

Chiude con Assaje, ringrazia una a una le musiciste, saluta con semplicità e gratitudine. Applausi lunghi, sinceri.

“Lina e le altre” è molto più di un concerto: è un atto d’amore verso Napoli e le donne, un intreccio di musica e teatro dove la voce di Lina Sastri diventa racconto e confessione. La sua presenza domina la scena, ma con grazia: una forza che emoziona senza mai travolgere, una verità che resta.

Alla serata hanno partecipato le sei musiciste dell’ensemble femminile:
– Elisabetta Serio – pianoforte e direzione musicale
– Katia Schiavone – chitarra
– Francesca Masucci – violino
– Elisabetta Pasquale – basso
– Elisabetta Saviano – batteria
– Giustina Gambardella – percussioni

Lo spettacolo è “Lina e le altre” previsto per tre recite: 7, 8 e 9 novembre.

https://www.teatrosannazaro.it/event/lina-e-le-altre

Roberto Buono

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