Napoli, Città obliqua

Napoli. Torna d’attualità l’affascinante progetto della “Città obliqua”, incentrato sulla rivalutazione degli antichi percorsi pedonali, prevalentemente a scale, che collegano strategicamente la collina del Vomero al centro cittadino.

La loro storia è legata in gran parte alle espansioni fuori dalle mura, che si ebbero nel XVI secolo, con l’esigenza allora pressante, di creare percorsi pedonali che congiungessero la collina con la fascia costiera.

In un’ottica di riorganizzazione urbana, i quattro percorsi pedonali – della Pedamentina, di Salita Cacciottoli, del Petraio e di Calata San Francesco – potrebbero diventare veramente preziosi – anche attraverso un sistema aggiuntivo di scale mobili – per collegare efficacemente varie zone della parte bassa con la parte alta della metropoli, sull’impronta del progetto che è stato già attuato a Perugia con successo e che continua a mietere notevoli consensi in Italia e all’Estero.

In pratica, si andrebbe a pedonalizzare l’intero quartiere collinare napoletano, con un’unica Ztl, collegandolo agli altri quartieri partenopei, grazie ad opportuni sistemi intermodali e mezzi di trasporto su ferro.

Si potrebbero così risolvere in maniera mirata e sostanziale, e pure definitiva, i gravi problemi del traffico che affliggono la capitale partenopea da tempo immemore, e del conseguente inquinamento atmosferico che grava sulla città, almeno in quelle estese e attigue zone urbane.

“Le scale di Napoli rappresentano un patrimonio d’inestimabile valore, anche dal punto di vista storico e culturale che, purtroppo, da lustri versa in uno stato di totale abbandono” – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che si batte da anni e anni per realizzare un’opportuna rivalutazione dei suddetti collegamenti pedonali tra il centro e la collina vomerese.

Un patrimonio tra l’altro particolarmente suggestivo e di rara bellezza, che permette di conoscere e osservare Napoli da prospettive alternative, del tutto obedite, “sempre sottovalutato dalle varie amministrazioni che si sono succedute sino ad oggi”.

Questi collegamenti storici rappresentano perciò, pure sotto questo aspetto, uno spaccato importante della storia napoletana. Nello specifico, “con i finanziamenti ottenuti dall’Unione Europea, si potrebbe rilanciare un progetto che ha una notevole valenza sia sul piano culturale che su quello turistico“.

Va ricordato che, per la Pedamentina, importante sito storico cittadino, fu presentato anni addietro, nel corso di un convegno, un interessante progetto – tra l’altro non difficilmente realizzabile – di riqualificazione dei vari manufatti presenti lungo il percorso, da tempo abbandonati e degradati: si era proposto di trasformarli in botteghe dedite  all’artigianato campano, in maniera da valorizzare questo suggestivo collegamento formato prevalentemente da comode scalinate, pure a fini turistici, restituendo ad essi l’antica dignità perduta in epoca contemporanea.

Teresa Lucianelli

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