Nuova creazione di MOVEDBYMATTER e Muziektheater Transparant, sotto la direzione di Kasper Vandenberghe, in scena dal 7 al 9 Novembre al Teatro Vascello, nell’ambito del RE40F, Mystica.
Meraviglioso e ipnotico, Mystica è uno spettacolo “in cui il linguaggio del circo si fonde con quello del teatro musicale, in un rituale che dà voce a otto donne extra-ordinarie -cristiane, sufi, taoiste, indù -vissute tra l’VIII e il XVI secolo”, grazie alla resa poetica di Elisa Demarré, alle linee di basso di Jens Bouttery, all’intarsio polifonico di Timo Tembuyser, Marthe Koning e Sofia Ferri ed alla straordinaria performance in hair suspension di Lia Vilão, Nur Cimenci e Marta Camuffi.
Tre voci e sei corpi in scena per dare voce all’estasi di otto mistiche: Hildegard Von Bingen, Sun Bu’er, Teresa d’Avila, Julian of Norwich, Hadewijch, Lina Salvagnini, Mirabai, Rabia al Basra.
Assistere allo spettacolo è un’esperienza immersiva sin dall’ingresso in sala. Qui lo spettatore è invitato a prendere posto sul palco, a condividere l’ascesi e quindi l’estasi, seduto su nude panche di legno.
È l’estasi, infatti, il perno intorno al quale ruota e si libra la messa in scena, un turbinio emozionale che prelude alla trance, un diapason corale cui si è chiamati a prendere parte e forma, Om collettivo verso la catarsi e l’ascensione. Ruotano e si dimenano, appesi per i capelli, posseduti, sollevati, gettati a terra e infine carezzati, i corpi degli artisti. E con loro lo spirito. Ferito e poi curato.
Tre, sei, otto. Tre voci e sei corpi oscillanti al ritmo di una narrazione incalzante che è poesia tout court, una voce dovuta alla visione, alla lirica, all’amore, alla transustanziazione di otto figure femminili. Tre, sintesi e completezza, sei, unione tra spirituale e materiale, otto, equilibrio cosmico e infinito. Tutto concorre alla trasformazione, dal dolore alla calma perfetta, dal tormento alla pace e all’abbandono.
Se, come diceva Artaud, il teatro è chiamato a ritrovare la propria dimensione sacra, metafisica e condurre lo spettatore sino alla trance, è esattamente qui che ciò accade. È opinione di chi scrive, che Kaspar sia riuscito nella magnifica impresa di rendere alla rappresentazione una sacralità vibrante e salvifica che prende per mano lo spettatore e lo accompagna fino alla fine.
Ay, vale, vale millies, si dixero, non satis est.
(Hadewijch)
Giorgia Nicodemi
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.


