Movimento5 Stelle. Il passaggio doloroso dall’adolescenza alla maturità democratica

La crisi che sta minando la Giunta Raggi si presta a molte interpretazioni.E’ certo che gli elettori vogliono capire se il movimento è all’altezza dei consensi ricevuti.I complotti esterni riescono nella misura in cui si sommano alla fragilità di chi viene attaccato.

E’ cominciato il processo di trasformazione dei Grillini. Il passaggio dall’adolescenza alla maturità democratica non è indolore.Ed emerge subito che il cambiamento è avvenuto in modo repentino e non preparato in modo adeguato. L’annunciato arrivo a Roma di Beppe Grillo, per fare da mediatore, è stato annullato e ciò contribuisce ad aumentare il caos tra la dirigenza.Emerge in modo chiaro ed inequivocabile l’incapacità della Raggi a risolvere i problemi da sola, e questo lascia pensare ad un suo commissariamento di fatto.Le opposizioni in coro sostengono che era prevedibile e che l’Amministrazione capitolina ha le ore contate, perché il Movimento di Grillo è minato dall’interno dalla lotta che si è scatenata tra le varie correnti al pari e forse in modo più netto degli altri partiti. Sembrano, sinceramente, giudizi lapidari ed affrettati, frutto più del desiderio degli avversari che della reale situazione che si è venuta a determinare. Puntare sul crollo della Raggi è un’illusione ma anche un errore tattico-politico. Non delineerebbe l’incapacità a governare del Sindaco, ma offrirebbe al cosiddetto direttorio del Movimento di crearsi un alibi: quello del complotto dei poteri forti della città in concorso con il governo nazionale. Questa tesi permetterebbe di nascondere i contrasti interni e continuerebbe quella strategia vittimista che tanti voti ha portato al Movimento di Grillo e Casaleggio. Del resto cadendo la Giunta Raggi , i vecchi partiti con i loro schieramenti tradizionali, oggi, non sarebbero in grado di offrire una valida alternativa. In realtà per capire cosa il M5S sa fare, o meglio non sa fare, bisogna lasciarli andare fino in fondo, farli saggiare i pregi e i limiti del loro originale modello di democrazia interna e di selezione della classe dirigente. Costringere la Raggi a gettare la spugna non sarebbe un’impresa difficile, ma è un errore tattico. Non certificherebbe la loro incapacità a governare: Ci si dimentica che l’affermazione dei Grillini, nasce dal difetto di un sistema politico ormai contorto, incapace di dare una risposta alla gente, in preda ad una crisi di credibilità latente. E questo ha permesso loro di inneggiare alla cultura del nuovo e di un modo di vivere che attesta la loro superiorità morale. Ma il concetto di democrazia rappresentativa è tutt’altra cosa e certamente anche i grillini ne sono cattivi interpreti. Il loro leader, Beppe Grillo, si è sempre lamentato dei problemi di incomprensione con i media, oggi però gli stessi problemi li ha con le centinaia di migliaia di elettori romani che gli hanno dato il consenso. Esisteranno anche i poteri forti che vogliono abbattere la Raggi, ma i complotti riescono solo quando trovano la complicità e la debolezza di chi viene attaccato. La democrazia della rete può nascondere le sue precarietà fino a che la realtà, non virtuale, di un governo, anche locale, presenta il conto.

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