Moody’s non decide ma affonda l’Italia: rating sarà negativo

Tutto rinviato ad ottobre in attesa di comprendere cosa sarà scritto nella nota di aggiornamento al Def, prevista entro fine settembre. Moody’s pende tempo per dare il suo giudizio sul rating sovrano dell’Italia. L’agenzia di rating che da i voti alle economie dei Paesi indirizzando le scelte degli investitori per ora non vuole ufficialmente esprimersi sulla tenuta dei conti dell’Italia ma da delle indicazioni molto precise sulla sua futura decisione. E sono tutte negative.  Moody’s ritiene che le dichiarazioni contraddittorie del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sull’implementazione di flat tax e reddito di cittadinanza abbiamo aumentato l’incertezza sul futuro del Paese. L’agenzia non sarebbe convinta del decreto dignità che giudica un ‘lieve cambiamento’, rispetto al Jobs act di Renzi, e non una vera rivoluzione come promesso dal ministro Di Maio. Insomma il dl non creerebbe stabilità, nuovi posti di lavoro con contratti stabili e invoglierebbe gli investitori a credere nell’Italia. Un giudizio, anche se non ancora ufficialmente espresso, che rappresenta una sicura bocciatura dell’operato del governo Conte. Tanto che, come si legge in una nota della società di rating, potrebbero esserci tutti gli indicatori per un’eventuale revisione al ribasso del rating italiano, attualmente a Baa2. E questa nota ‘precauzionale’ sicuramente avrà delle ripercussioni negative sui mercati portando investitori a non credere nell’Italia e ad un sicuro aumento dello spred sui titoli di stato. Probabilmente con questa anticipazione Moody’s rischia di mettere in moto quell’attacco dei mercati nei confronti di Roma che già alcuni esponenti del governo giallo verde stanno ipotizzando.

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