Monti: Resto fino al 2013 per salvare l’Italia

“Se tutto va secondo i piani resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l’Italia dalla rovina finanziaria”. In una intervista allo Spiegel il presidente del consiglio italiano, Mario Monti, ribadisce la sua volontà di restare a palazzo Chigi fino alla primavera prossima per salvare il paese dal baratro economico. E vuole fare tutto da solo senza e chiede solo “sostegno morale di alcuni amici amici Ue, Germania in testa: sostegno morale e non finanziario”. Una puntualizzazione che per il professore dovrebbe servire a placare l’ondata speculativa sulla disastrata economia italiana. Il messaggio di Super Mario è chiaro: per ora Roma non chiederà nessun aiuto a Eurolandia e non utilizzerà alcun tipo di scudo. “Nei mesi scorsi mi ha molto preoccupato, e l’ho raccontato alla cancelliera Merkel, il crescente risentimento del Parlamento” italiano “contro l’Europa, contro l’euro e contro i tedeschi”.

“Se avessi dovuto tenere in considerazione le posizioni del Parlamento italiano”, dal quale “avevo avuto indicazioni di far passare gli eurobond”, spiega il professore, “non avrei dovuto dare il consenso italiano nell’ultimo consiglio europeo” di fine giugno. Il premier ha spiegato che “ogni governo ha il dovere di guidare il proprio parlamento”, anche perché se i governi seguissero “esclusivamente le decisioni dei parlamenti la rottura dell’Europa sarebbe più probabile della sua integrazione”. Se la moneta unica diventa un fattore disgregante, “allora i fondamenti del progetto di Europa sono distrutti”, prosegue poi il premier mettendo in guardia sul fatto che “le tensioni che hanno accompagnato negli ultimi anni l’eurozona recano già i tratti di una dissoluzione psicologica dell’Europa”. L’Italia ha dato aiuti all’Ue ma non ne ha mai usufruito. Il premier spiega che “il nostro debito pubblico quest’anno ha raggiunto il 123,4% del pil. Senza i contributi (per i fondi salva-Stati e i prestiti concessi ai Paesi in crisi) saremmo al 120,3%”, ha aggiunto.

Le preoccupazioni tedesche e del nord Europa sul fatto che gli aiuti della Bce ai Paesi deboli dell’eurozona possano rallentare i processi di riforme e risanamento “sono infondate”, ha sottolineato Monti. “Se lei leggesse le condizioni poste dai fondi salva-Stati europei o anche solo le dichiarazioni della Bce dello scorso giovedì, ammetterebbe che tali preoccupazioni sono infondate”, ha considerato Monti. Nella crisi dell’eurozona non si tratta di un confronto “tra nord e sud” Europa, ma “della moneta di 330 milioni di europei: tanto più agiremo con decisione, quanto più velocemente torneremo su una strada sicura, con meno costi per tutti”.

“Ho solo sei giorni di vacanza e spero non saltino”. Così Monti risponde ad una domanda sulle sue ferie. “Guardo comunque con rilassatezza all’estate”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.

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