Monti: Ora riforma del mercato del lavoro. Nessun tabù su art. 18

“C’é un legame stretto tra l’operazione decisa venerdì e quello che avvieremo domattina a Palazzo Chigi”. Il presidente del consiglio Mario Monti, intervenendo alla trasmissione di Lucia Annunziata ‘In 1/2 h’, ribadisce che le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro sono strettamente legati per arrivare ad uno sviluppo economico ‘integrato del sistema Paese’. “C’é una caratteristica importante e pericolosa di questo paese: per anni si sono rispettati gli interessi delle singole categorie che quelli generali – aggiunge Monti – Interessi che sono legittimi, ma l’insieme degli interessi delle varie categorie dà luogo ad una gabbia che fa danno al proprio Paese, che sprofonda”. Il prossimo passo del suo governo interesserà il mercato del lavoro. “L’Italia sta o non sta nel mercato internazionale per la sua capacità di collocare i suoi prodotti. Nel determinare il costo dei prodotti entrano tante cose, il lavoro in modo importante”. Un mercato del lavoro che, secondo il premier, ha bisogno di “semplificazione e meno segmentazione”. “Avere la prossima settimana le semplificazioni vuol dire che la condizione delle imprese è destinata a migliorare: risparmieranno sui costi” e quindi si favorirà l’ingresso dei disoccupati nel mondo del lavoro. E alla Annunziata ribadisce che occorre “riformare il mercato del lavoro a favore dei giovani”. “Tutto si lega”, sottolinea Monti. “Più agiamo su altre cose meno dobbiamo agire sul lavoro che però è quota molto grande dei costi delle imprese”. Ma su questo aspetto pesa il macigno dell’articolo 18 che le parti sociali non sono disposte a demolire. E proprio su questo aspetto il presidente del consiglio ribadisce che “non devono esserci tabù”. “Io sono contrario a tra trattative che assumano la forma di tabù. Ci deve essere apertura mentale totale dai tre lati del tavolo al quale ci si siede: governo e parti sociali”. Ma c’è anche la lotta all’evasione che rappresenta un giusto cavallo di battaglia dell’azione del governo Monti. Una lotta che, per il premier, non deve essere vista come una “caccia alle steghe”. “Abbiamo introdotto, nel decreto nel quale ci siamo occupati di queste cose, degli strumenti di cui infatti la guardia di finanza e l’agenzia delle entrate ci sono stati grati, perché possono fare meglio il loro mestiere. Salvo abusi che se ci sono vanno repressi. Sono strumenti senza precedenti”. Monti ha ribadito che dalla lotta all’evasione “ci aspettiamo un gettito abbastanza rilevante, anche se per prudenza non abbiamo contabilizzato neanche un euro”. Il presidente del consiglio trova il tempo di rispondere anche alla Lega Nord che oggi ha manifestato a Milano contro le politiche che il suo governo sta mettendo in campo.

“Ho seguito con interesse e anche con simpatia, da cittadino lombardo e milanese, i passi iniziali della Lega e penso che molte delle cose che stiamo facendo rispondano alle loro istanze iniziali. Sono sicuro che se la Lega pensa ai suo principi fondanti, nel suo cuore avrà un atteggiamento meno opposto a ciò che stiamo facendo”.

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