Monti: occupazione giù con Statuto lavoratori. Camusso: “Governo non sa cosa fare per la crescita”

 

Pochi posti di lavoro? La colpa è dello Statuto. E’ quanto riferisce Monti secondo cui “alcune disposizioni presenti nel trattato che ha l’intento nobile di difendere  i lavoratori,  hanno determinato insufficiente creazione di posti di lavoro”. Il premier, partecipando in videoconferenza ad un convegno con l’Università Roma Tre, ha dichiarato che c’è “una crisi di rigetto dell’integrazione accelerata dalle misure per rendere efficace la governance dell’euro”.

Per questo motivo il presidente de Consiglio ha proposto a Van Rompuy un incontro affinché si discuta come “la politica possa atteggiarsi in modo diverso per affrontare i problemi di fondo tra i cittadini dell’Ue. Quanto le ostilità sono tra i popoli questo è grave”.

“A proposito del governo dei banchieri- ha proseguito il premier – inviterei coloro che coltivano questa suggestiva caccia alle streghe a guardare in faccia i provvedimenti presi. Se non fossimo passati all’euro – ha detto ancora – i prezzi di beni e servizi in Italia sarebbero più alti di quelli che sono”. “Il passaggio all’euro – dice Monti – non è solo un cambio di moneta ma anche un cambio di metodo di governo”.

“Per evitare il tracollo finanziario l’Italia ha imposto provvedimenti che stanno portando prezzi alti per cittadini e imprese. Provvedimenti che sono stati presi su proposta del Governo con l’appoggio del Parlamento e dei gruppi che ci sostengono. Ho cercato di evitare che l’Italia avesse bisogno di un tipo di aiuto e di programma che comportano una ulteriore, asimmetrica, pesante cessione di sovranità: si tratterebbe di una “sorta di commissariamento”.

“E’ più facile conquistare e mantenere prestigio a 360 gradi se si è al di fuori della politica e io non ho mai aspirato al ruolo di tecnico di area”.

 

Camusso: governo non sa cosa fare per crescita. Dura la replica dei sindacati. A rispondere al premier, il leader della Cgil Susanna Camusso che accusa il Governo di non “sapere cosa fare per lo sviluppo e la crescita”. “Pare che il Governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva – aggiunge – La ripetizione di un film che abbiamo già visto”.

 

 

 

 

 

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