Monti: “Basta moderazione, avanti con riforme”

Primo incontro ufficiale per il premier Mario Monti con i candidati della lista Scelta Civica. Ad accompagnarlo alla Brembo di Kilometro Rosso, la moglie Elsa e ed il candidato alla Camera per la lista Monti, Alberto Bombassei.

Tra gli applausi generali, il senatore a vita ha cominciato il suo discorso, preceduto dal video delle immagini dell’ultimo anno targato governo Monti. Momento di particolare enfasi quando è stata mostrata l’immagine di Twitter in cui Monti annunciava, la salita in politica e a seguire le immagini con spread che scende sotto la soglia dei 287 punti base e la scritta “l’Italia è di nuovo in piedi”.

“Non sempre coloro che si dicono moderati in politica sono moderati nel nostro senso e comunque l’Italia non ha bisogno di moderazione nel senso di mezze misure, ma di riforme radicali” , ha dichiarato il premier uscente aggiungendo che ora non si tratta di federare i moderati, ma di federare i riformatori”.

“Qualcuno è stizzito perché parlo di riduzione delle tasse ma non è incoerente”, ha continuato il professore precisando che “era indispensabile ma non per sempre, le situazioni cambiano”.

Ed in merito alla proposta di Berlusconi ha chiarito di aver rifiutato “per tante ragioni, ma la principale è che non occorre unire i moderati in Italia”. Secondo Monti la moderazione è “un atteggiamento umano che molti di noi condividono” e “non sempre chi si dice moderato in politica è moderato nel nostro senso”. Secondo il premier, ciò di cui ha bisogno il Paese sono “riforme radicali”, che servono in particolare a “coloro che sono fuori dalle corporazioni, dalle rendite, ai giovani”.

Quello per la lista Monti “non è un voto contro qualcuno, ma fermissimamente per l’Italia ed è un voto utile”.

“Mai vorremmo veder spezzato il Paese, noi amiamo l’Italia tutta”, ha poi aggiunto rivolgendosi alla Lega che “si vergogna dell’Italia e invidia la Germania”. “Noi ammiriamo la Germania e vogliamo imitarla in alcune riforme”.

Riguardo invece al primo Cdm ha confermato che all’ordine del giorno del primo Cdm metterebbe una serie di riforme costituzionali: “una drastica riduzione del numero dei parlamentari”, “il riassetto dello Stato per renderlo meno oneroso”, “ e la modifica del Titolo V della Costituzione.

“Ho pensato che per l’Italia – ha spiegato Monti – fosse più interessante provare a promuovere questo sforzo piuttosto che magari andare ad esercitare per sette anni un incarico che é meno rilevante per il cambiamento dell’Italia”.

Poi si è scagliato contro il partito del ‘non voto’, precisando che la scelta dell’astensionismo non è altro che “un favore fatto alla vecchia politica”.

Ed in merito al suo programma politico, ha aggiunto che “spera di fuoriuscire da una crisi finanziaria grave”. “Bisogna associare la continuazione di una disciplina di bilancio con un nuovo slancio per la crescita, il lavoro e il sociale”. E andare avanti con questa disciplina di bilancio è necessario perché “non è possibile imbrogliare i nostri figli e nipoti gravandoli di debito”.

Per ora “non c’é nessun orientamento deciso, siamo in un cantiere aperto”. Così Mario Monti, in conferenza stampa a Bergamo, frena sull’ipotesi di una riforma del mercato del lavoro, spiegando che sul tema stanno riflettendo “diverse persone molto esperte” che hanno “angolature diverse e complementari”.

“Il fatto che la congiuntura vada meno bene o peggio di quanto previsto, di per sé, non indica la necessità di manovre aggiuntive perché il saldo è previsto in termini congiunturali”, ha detto Monti. “Noi abbiamo ritenuto di mettere in opera tutte le azioni necessarie per il pareggio di bilancio e riteniamo di essere sulla strada di questo obiettivo”, aggiunge il premier.

Mario Monti ha spiegato che la “necessaria” riforma della Giustizia, contro la corruzione, sul conflitto di interesse e falso in bilancio ci sono stati ostacoli venuti da destra “anche per ragioni storiche e personali che conosciamo”.

Mario Monti ha spiegato che la sua forza politica “non parteciperà a governi che non avranno un forte orientamento riformista. Questa sarà la cartina di tornasole”. E dunque al momento ha detto di non essere “in grado di pronunciarsi oggi in materia di alleanze”.

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