Monti alla Camera: “Italia chiede diminuzione tassi d’ interesse”

Per l’ Italia il “riconoscimento” degli sforzi di risanamento che sta compiendo, non significa chiedere soldi, ma soldi una “ragionevole diminuzione dei tassi di interesse”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante il suo intervento alla Camera.

“Il governo italiano chiede pesanti sacrifici agli italiani sia per il loro futuro ma anche in adesione alla politica collettiva europea” e “in parallelo” – ha spiegato – “chiediamo qualche segno di riconoscimento e incoraggiamento affinché si possa proseguire con speranza”. “Quando diciamo che certi Stati membri, come la Germania, hanno un particolare ruolo in questa evoluzione, non stiamo chiedendo denaro alla Germania o ad altri, ma che la governance – ha osservato Monti – evolva in modo che i Paesi che fanno progressi sul risanamento possano vedere riflessa una ragionevole diminuzione dei tassi di interesse”.

Il premier ha poi parlato dell’ influenza che la crisi sta avendo sui mercati. Ha spiegato che le tensioni sui mercati, determinate dalla situazione greca e poi dal “declassamento di un ampio numero di Stati, compresa l’Italia da parte di Standard&Poor’s”, si sono poi “lentamente attenuate, come dimostra la discesa dello spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi che tuttavia rimane oscillante e che denota ancora un quadro che, se pur lontano dai massimi, è ancora quadro di persistente turbolenza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante il suo intervento in Aula.

Monti al Senato: “ C’è via d’ uscita dalla crisi” – Il negoziato sul nuovo trattato europeo si avvia “speditamente” ad un soluzione positiva, l’Italia “non è più vista come una mina” innescata nel cuore dell’Eurozona, la Germania e altri Paesi si stanno avviando verso posizioni “meno inflessibili”, e dunque “i contorni di una possibile via d’uscita da questa grave crisi cominciano a prendere forma, i tasselli del mosaico cominciano ad andare al loro posto”. Mario Monti parla per oltre mezz’ora in Senato, e mostra un cauto ottimismo sulla soluzione della crisi finanziaria. Che dipende, ribadisce ancora una volta, dalle riforme che possono adottare i singoli Stati, e per le quali “l’Italia è esempio in Europa”, ma anche dalle “scelte conseguenti a livello europeo” senza le quali “il risanamento e le riforme nazionali non potranno avere successo e rischiano di fallire”, e con loro i sacrifici chiesti agli italiani.

Certo, il cammino sarà ancora “lento e graduale”, dovrà pasare necessariamente per il potenziamento dei ‘firewalls’ a cominciare da “”risorse adeguate” per il fondo salva-Stati, ma è evidente la soddisfazione e l’orgoglio del presidente del Consiglio seppur “con modestia personale e del governo”, per il ruolo attivo giocato dall’Italia nella partita. Ruolo che Monti riconosce in pieno anche al Parlamento, che “insieme al governo” ha intensificato un’opera che consente all’eurozona di vedere nell’Italia coloro che intellettualmente e politicamente possono favorire una soluzione della crisi”. E non appunto una “mina” pronta ad esplodere. Un sostegno e un indirizzo, quello delle Camere, che Monti ribadisce più volte essere fondamentale per la credibilità in Europa del governo, e che oggi compie “un salto di qualità”, passando dal dialogo “ex post” a quello “ex ante”, e un “passo avanti” costituito dal semplice fatto che i partiti finora ferocemente contrapposti sono riusciti a scrivere una “intensa” mozione unitaria. Pure se ancora bloccata nella sua approvazione dall’ostruzionismo della Lega.

Un messaggio di unità nazionale intorno alle direttrici della politica comunitaria italiana che, sottolinea Monti, aiuta l’Italia a presentarsi in Europa “con la dignità che le spetta”, evitando di “esportare polemiche di casa nostra che non giovano all’immagine dell’Italia ma alla propagazione di ingiustificati stereotipi su di noi”. Unità su linee fondamentali che “non sono proprietà di un governo e tantomeno di uno schieramento contro l’altro, ma patrimonio del Parlamento, di tutti governi, dei partiti e di tutti noi italiani”, dice tra gli applausi di palazzo Madama. Dopo aver riconosciuto il lavoro del governo Berlusconi su cui “ci stiamo muovendo in assoluta continuità”.

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