Montaruli smentisce Schlein sui tagli inesistenti alla Polizia locale: “Il governo ha superato i vincoli di spesa”

Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera è relatrice della riforma della Polizia Locale. Il Secolo d’Italia l’ha intervistata il 7 marzo, giorno in cui ricorre l’anniversario della legge quadro del 1986.

Onorevole Montaruli dopo 40 anni di attesa il governo Meloni ha deciso di intervenire sul tema. Quale sono le linee guida che ispirano il provvedimento?

Diamo maggiori tutele a chi deve tutelare i cittadini. La Polizia locale è lo strumento che i sindaci hanno a disposizione per garantire sicurezza entrando nella specificità di un territorio e affiancando le altre forze dell’Ordine, anche se non sempre vengono valorizzati in questa strategica funzione. Noi lo vogliamo e siamo consapevoli che devono corrispondere più tutele. Da qui la riforma.

Il tema della tutela dell’incolumità e dei diritti degli agenti sono stati a lungo al centro del dibattito e dell’attenzione di Fratelli d’Italia. Concretamente quali sono le novità che la riforma, di cui lei è relatrice alla Camera, introduce?

Con il provvedimento vogliamo dar delega al governo per il riconoscimento di tutele parificate come in tema di vittime del dovere, interveniamo in materia previdenziale e assistenziale con particolare riferimento all’infermità per causa di servizio, chiediamo un contratto integrativo separato e autonomo con un fondo specifico e la possibilità di accedere in maniera diretta alle banche dati affinché siano tempestivi negli interventi e nelle indagini, snelliamo la burocrazia cercando di superare i limiti finora subiti sia per territorialità sia per il porto dell’arma di cui l’agente dispone. Apriamo un varco che fino ad oggi era rimasto sigillato, facendo qualcosa su cui nessuno era riuscito prima. Già nella scorsa legislatura, quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, una bozza di riforma aveva trovato a parole il consenso di tutte le forze politiche ma poi venne stravolta dal ministro Lamorgese diventando invotabile. Con il governo Meloni e con il ministro Piantedosi, per la prima volta da quando si parla di questi temi, tutti oggetto degli emendamenti della maggioranza di centrodestra, abbiamo la possibilità che diventino realtà.

Spesso anche in ambito di sicurezza si parla di riconoscimento del merito. Secondo lei in che modo il merito e la nuova organizzazione professionale cambieranno la vita dei cittadini?

Più professionalità con i rispettivi riconoscimenti in termini di tutele agli agenti significa più sicurezza. Tra i vari interventi che vogliamo introdurre infatti c’è anche una formazione più uniforme su scala nazionale che risponda a standard elevati a cui regioni e comuni devono attenersi. Va da sé che la maggiore formazione porta ad una preparazione tale da poter essere un supporto prezioso. Abbiamo esperienze nella storia della locale importanti. A quelle ci riferiamo come modello affinché ogni sindaco abbia a sua disposizione un corpo capace di intervenire sul territorio, nell’ambito delle competenze già riconosciute alla Polizia Locale, in maniera puntuale e rigorosa Ad approvazione della riforma lavoreremo sull’applicazione della delega. Riteniamo questo processo utile e urgente e un’occasione unica per iniziare a rispondere alle istanze che per troppo tempo la polizia locale ha avanzato invano.

“Il governo Meloni sulla Polizia locale sta facendo un lavoro straordinario, addirittura superando alcuni vincoli di spesa». A dirlo  Augusta Montaruli, sottolineando che l’esecutivo «con il decreto sicurezza interviene, per esempio, sui limiti al salario accessorio e sulla spendibilità del gettito dell’imposta di soggiorno proprio per finanziare la Locale, venendo incontro a una richiesta proprio dei Comuni che, si ricorda, hanno competenza sulle risorse per tale Polizia. Quella toccata dal decreto sicurezza, peraltro, non rientra nel calcolo dei parametri di sostenibilità finanziaria, liberando così margini operativi ancora più importanti per gli enti locali».

Poi ha proseguito sferzando la segretaria del Pd, che in una nota aveva parlato del pessimo lavoro del governo, senza prendere in considerazioni i dati reali: «Ritrovarci Elly Schlein che proprio oggi prova a fare polemica sulla polizia locale è sintomo dell’evidente disperazione del Pd sul tema, dovuta al fatto che in questi mesi il governo e le forze di maggioranza stanno facendo quello che nessuno in questi quarant’anni ha mai fatto per il Corpo». E infatti la leader dem si era espressa in modo del tutto incomprensibile, divagando nel merito: «I sindaci fronteggiano dei tagli che riducono i servizi ai cittadini. Il fondo sociale non è aumentato in questi anni, aumentati invece sono i bisogni: meno scuola, meno cultura, meno soldi anche per la polizia municipale».

Montaruli stende Schlein sui tagli inesistenti alla Polizia locale

Dopo aver smentito Elly sui tagli inesistenti agli agenti locali, Montaruli ha proseguito il discorso, senza dimenticare che «in questi giorni stiamo esaminando gli emendamenti sul testo di legge delega di riforma della polizia locale, una riforma che finalmente si fa. Tutti invece ricordiamo la farsa sotto il ministro Lamorgese, accaduta nella scorsa legislatura, che aveva alimentato un’aspettativa a cui il Pd, per primo, non era riuscito a dar seguito». A quanto pare i cambiamenti ci sono eccome rispetto alla precedente legislatura, ma evidentemente i progressisti hanno i ricordi sfocati. La deputata di FdI ha concluso l’informativa con una stoccata definitiva verso Schlein: «Non sapendo cosa dire davanti all’attivismo del governo e della maggioranza sul tema, la leader del Pd è costretta a inventarsi una polemica, ma la polizia locale sa quanto stiamo facendo e quanto ancora faremo per loro e per i cittadini».

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