Mobilità ricercatori e fondo pensione europeo

C’è anche la Fondazione Edmund Mach tra i fondatori del consorzio europeo varato in questi giorni a Bruxelles che istituirà nel 2015 un nuovo regime pensionistico paneuropeo: RESAVER. Con questa iniziativa, i ricercatori potranno spostarsi liberamente senza preoccuparsi di come mantenere i propri contributi pensionistici integrativi”. La mobilità dei ricercatori e gli strumenti per la sua incentivazione sono all’attenzione delle politiche locali,  sottolinea l’assessora all’università e ricerca Sara Ferrari, annunciando che su queste tematiche la Provincia autonoma di Trento organizzerà a Trento dal 18 al 19 novembre la conferenza sulla mobilità dei ricercatori nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.  Tra i membri fondatori del consorzio europeo, oltre alla Fondazione Edmund Mach, la Central European University di Budapest, il consorzio per un’infrastruttura centroeuropea di ricerca (Central European Research Infrastructure Consortium, CERIC-ERIC), Elettra – Sincrotrone Trieste S.C.p.A, l’Istituto Italiano di Tecnologia  la Technical University di Vienna e il VSNU, associazione delle università nei Paesi Bassi). In rappresentanza della Fondazione Mach a Bruxelles c’era il dirigente del Centro Ricerca e Innovazione, Roberto Viola, nominato nel Board of Directors del Consorzio, che istituirà nel 2015 il regime pensionistico che consentirà ai ricercatori di restare affiliati alla stessa cassa previdenziale anche quando cambiano lavoro o si trasferiscono in un altro paese. La Commissione europea coprirà i costi iniziali per l’istituzione attraverso un contratto quadro di quattro anni, che sarà assegnato entro la fine del 2014.   Siamo molto contenti, spiega Viola,  di essere attori protagonisti di questa iniziativa. I benefici sono previsti non solo per i ricercatori ma anche per gli enti di ricerca coinvolti tramite una riduzione dei costi di struttura attraverso economie di scala.  Il fondo contribuirà a rendere più concreta l’dea dell’Area Europea della Ricerca (ERA) quale vero mercato unico per la ricerca”.

 

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