MITO 16 e 17 settembre Scappucci dirige lo Stabat Mater di Rossini

MITO SETTEMBREMUSICA 2026 “HARMONIA”

Speranza Scappucci sul podio per lo Stabat Mater di Rossini con l’Orchestra degli studenti dei Conservatori di Milano e Torino

Tra gli altri concerti il tango di Piazzolla con il duo Cintura-Gerolin, l’Italian Clarinet Quartet e l’ultimo appuntamento 2026 dell’integrale dei Quartetti di Beethoven con il Quartetto d’archi del Teatro alla Scala

Mercoledì 16 settembre: Milano, CineTeatro La Creta, ore 16 – Chiesa di San Barnaba in Gratosoglio, ore 20
Giovedì 17 settembre: Milano, Teatro Martinitt, ore 16 – Piccolo Teatro Grassi, ore 20

È Speranza Scappucci, direttrice artistica di MITO SettembreMusica, la protagonista dell’appuntamento centrale delle giornate milanesi del 16 e 17 settembre. Mercoledì 16 alle ore 20 nella Chiesa di San Barnaba in Gratosoglio salirà sul podio dell’Orchestra degli studenti dei Conservatori Giuseppe Verdi di Milano e Torino per dirigere lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, con il Coro Maghini e un quartetto di solisti di fama internazionale formato da Maria Grazia Schiavo, José Maria Lo Monaco, Levy Sekgapane e Andrea Pellegrini: un progetto che riunisce le giovani eccellenze delle due città sulle quali è costruita la storia stessa del Festival e affida loro una delle più celebri pagine sacre dell’Ottocento.

Accanto al grande appuntamento rossiniano, MITO SettembreMusica 2026 “Harmonia” propone in due giorni altri tre concerti cameristici: la chitarra di Pietro Maria Cintura e la fisarmonica di Marco Gerolin in un programma dedicato ad Astor Piazzolla; l’Italian Clarinet Quartet, che attraversa tre secoli di musica passando da Vivaldi e Puccini alla Spagna di Albéniz e Granados fino a Thierry Escaich; e il Quartetto d’archi del Teatro alla Scala nell’ultimo appuntamento milanese 2026 dell’integrale dei sedici Quartetti di Beethoven, ciclo che sarà completato nell’edizione 2027.

La giornata di mercoledì 16 settembre si apre alle ore 16 al CineTeatro La Creta con il duo formato appunto dal chitarrista Pietro Maria Cintura e dal fisarmonicista Marco Gerolin. In programma pagine di Piazzolla come le Cuatro Estaciones Porteñas ma anche Adiós Nonino, Oblivion, Zita e Michelangelo ’70, insieme a Riviera, brano composto nel 2026 dagli stessi interpreti che firmano anche le trascrizioni. Con Piazzolla il tango lascia progressivamente la funzione originaria di musica da ballo per entrare in dialogo con la sala da concerto, con la musica classica e il jazz, senza perdere la libertà dell’improvvisazione. Le Estaciones Porteñas, composte fra il 1964 e il 1970, costruiscono quattro quadri della vita e del tempo a Buenos Aires; Adiós Nonino nacque invece dal dolore per la morte del padre Vicente, mentre Oblivion fu scritto per il film Enrico IV di Marco Bellocchio. Zita, parte della Suite troileana, ricorda il grande bandoneonista Aníbal Troilo e sua moglie; Michelangelo ’70 rimanda infine al locale aperto dallo stesso Piazzolla a Buenos Aires nel 1970. Cintura e Gerolin affrontano questa musica mantenendone aperta la componente improvvisativa. Il loro stesso Riviera, composto quest’anno, nasce dalla contaminazione fra ritmo del tango, jazz e suggestioni contemporanee. Formatosi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, il duo si è esibito in Italia, Stati Uniti, Spagna, Svizzera e Germania e il 24 novembre 2025 ha debuttato alla Carnegie Hall di New York. Nel 2025 ha inoltre ricevuto a Trieste il Premio Internazionale Astor Piazzolla.

Alle ore 20 nella Chiesa di San Barnaba in Gratosoglio l’attenzione si concentra sullo Stabat Mater di Gioachino Rossini, diretto da Speranza Scappucci. Sul palco l’Orchestra formata dagli studenti dei Conservatori di Torino e Milano, il Coro Maghini, preparato da Claudio Chiavazza, e i solisti Maria Grazia Schiavo (soprano), José Maria Lo Monaco (mezzosoprano), Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso). Il progetto che unisce i due Conservatori è ormai uno degli appuntamenti caratterizzanti di MITO: studenti delle due istituzioni condividono prove ed esperienza sul palcoscenico, facendo del concerto un momento memorabile del loro percorso formativo. Quest’anno a guidarli è proprio la direttrice artistica del Festival, in una partitura che richiede di tenere insieme canto, orchestra, coro, teatralità rossiniana e dimensione spirituale. Lo Stabat Mater ha una storia compositiva complessa. Rossini cominciò a lavorarvi nel 1831, più di dieci anni dopo il ritiro dal teatro operistico, su richiesta dell’arcidiacono madrileno Manuel Fernández Varela. Una prima versione, in parte completata da Giovanni Tadolini, fu eseguita a Madrid nel 1833. Dopo la morte di Varela, Rossini decise di completare personalmente l’opera: la versione definitiva debuttò quindi al Théâtre-Italien di Parigi il 7 gennaio 1842, ottenendo un successo immediato. Il fascino del lavoro nasce anche dalla particolare fusione tra la dimensione sacra del testo e l’istinto teatrale del compositore. Fin dall’introduzione, il dolore di Maria è modellato attraverso gesti musicali di forte intensità drammatica; l’aria tenorile Cujus animam gementem, il duetto Quis est homo e l’aria del basso Pro peccatis conservano una vocalità imparentata con quella operistica. Progressivamente, però, la rappresentazione lascia spazio alla preghiera, fino al quartetto Quando corpus morietur e alla grande fuga conclusiva dell’Amen. Alla guida dell’esecuzione è Speranza Scappucci, che dal 2026 ha assunto per due anni la direzione artistica di MITO SettembreMusica. Prima interprete italiana a dirigere una produzione operistica al Teatro alla Scala, è dalla stagione 2025/2026 Principal Guest Conductor della Royal Opera House Covent Garden di Londra; dal 2017 al 2022 è stata direttrice musicale dell’Opéra Royal de Wallonie di Liegi. Ha diretto nei maggiori teatri internazionali, fra i quali Metropolitan Opera di New York, Opéra National de Paris, Wiener Staatsoper, Staatsoper Berlin e Lyric Opera di Chicago, e sul versante sinfonico orchestre come Los Angeles Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Wiener Symphoniker e Filarmonica della Scala.

Giovedì 17 settembre alle ore 16 al Teatro Martinitt concerto dell’Italian Clarinet Quartet, formato da Giovanni Punzi, Aron Chiesa, Andrea Fallico e Giuseppe Gentile. Tre clarinetti soprani e un clarinetto basso costruiscono un organico capace di muoversi dal Barocco al Novecento e alla musica contemporanea, trasformando attraverso le trascrizioni repertori nati per strumenti e contesti molto differenti. Il programma si apre con La follia di Antonio Vivaldi, nell’arrangiamento di Chris Ewans, e prosegue con due pagine di Giacomo Puccini: una fantasia su La bohème e Crisantemi, elegia composta nel 1890 alla morte di Amedeo di Savoia duca d’Aosta che avrebbe lasciato tracce anche nell’ultimo atto di Manon Lescaut. Quindi si guarda alla Spagna fra Otto e Novecento con Albéniz – Sevilla dalla Suite española e il Tango da España – e Granados, con il Capricho español. A questo mondo si collega anche Cortège dalla Petite Suite di Claude Debussy, autore affascinato dalla cultura iberica. L’approdo contemporaneo è il Tango virtuoso di Thierry Escaich, composto nel 1991: un altro modo di trasformare il tango attraverso una scrittura di brillante virtuosismo. Fondato nel 2017, l’Italian Clarinet Quartet riunisce quattro musicisti attivi in importanti orchestre europee: Giovanni Punzi è primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Aron Chiesa primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro alla Scala, Andrea Fallico primo clarinetto dell’Opéra Orchestre National de Montpellier e Giuseppe Gentile clarinetto basso della Finnish Radio Symphony Orchestra di Helsinki.

Alle ore 20 al Piccolo Teatro Grassi si chiude invece il primo capitolo dell’integrale dei Quartetti per archi di Ludwig van Beethoven affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala – Francesco Manara e Daniele Pascoletti (violini), Simonide Braconi (viola) e Massimo Polidori (violoncello) – che MITO SettembreMusica completerà nell’edizione 2027, anno del bicentenario della morte del compositore. Questo terzo programma del ciclo 2026 accosta tre fasi differenti del percorso beethoveniano: il Quartetto n. 6 in si bemolle maggiore op. 18 n. 6, il Quartetto n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 “delle arpe” e il Quartetto n. 8 in mi minore op. 59 n. 2 “Razumovskij”. Nell’op. 18 n. 6 il giovane Beethoven parte da un linguaggio ancora legato alla tradizione classica, ma nel finale introduce la celebre sezione intitolata “La Malinconia”, da eseguire, secondo la sua stessa indicazione, «con la più gran delicatezza», prima che il clima venga improvvisamente rovesciato da un leggerissimo Allegretto. Il Quartetto op. 74, composto nel 1809, deve invece il soprannome “delle arpe” all’uso dei pizzicati nel primo movimento: una pagina nata durante l’occupazione napoleonica di Vienna e contemporanea al Concerto “Imperatore” e alla Sonata “degli addii”. Più drammatico l’approdo al Quartetto op. 59 n. 2, secondo dei tre lavori commissionati dall’ambasciatore russo a Vienna Andrej Razumovskij. Dai due bruschi accordi iniziali al lirismo del Molto adagio, fino alla presenza di un tema russo nel Trio e al finale percorso dal contrasto fra luminosità e tensione, Beethoven spinge il quartetto verso una dimensione espressiva ormai lontana dai modelli settecenteschi.

Mercoledì 16 settembre – Milano
CineTeatro La Creta, ore 16
Innovation | Chitarra | Fisarmonica
Astor Piazzolla
Cuatro Estaciones Porteñas: Verano Porteño – Otoño Porteño – Primavera Porteña – Invierno Porteño
Pietro Maria Cintura, Marco Gerolin
Riviera
Astor Piazzolla
Adiós Nonino
Oblivion
Zita
Michelangelo ’70
Trascrizioni di Pietro Maria Cintura e Marco Gerolin
Pietro Maria Cintura chitarra
Marco Gerolin fisarmonica
Biglietti numerati € 7

Mercoledì 16 settembre – Milano
Chiesa di San Barnaba in Gratosoglio, ore 20
Stabat Mater | Rossini | Scappucci
Gioachino Rossini
Stabat Mater per soli, coro e orchestra
Orchestra degli studenti dei Conservatori di Torino e Milano
Coro Maghini
Maria Grazia Schiavo soprano
José Maria Lo Monaco mezzosoprano
Levy Sekgapane tenore
Andrea Pellegrini basso
Claudio Chiavazza maestro del coro
Speranza Scappucci direttrice
In collaborazione con i Conservatori di Torino e Milano
In collaborazione con Fondazione I Pomeriggi Musicali
Ingressi gratuito con prenotazione consigliata sul sito www.mitosettembremusica.it

Giovedì 17 settembre – Milano
Teatro Martinitt, ore 16
ClarinetX4
Antonio Vivaldi
Trio sonata La follia
Giacomo Puccini
Fantasia su La bohème
Crisantemi
Isaac Albéniz
Sevilla dalla Suite española op. 47
Tango da España op. 165
Enrique Granados
Capricho español op. 39
Claude Debussy
Cortège dalla Petite Suite
Thierry Escaich
Tango virtuoso
Italian Clarinet Quartet
Giovanni Punzi, Aron Chiesa, Andrea Fallico, Giuseppe Gentile clarinetti
Biglietti numerati € 7

Giovedì 17 settembre – Milano
Piccolo Teatro Grassi, ore 20
Beethoven | Quartetti III
Ludwig van Beethoven
Quartetto n. 6 in si bemolle maggiore op. 18 n. 6
Quartetto n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74 “delle arpe”
Quartetto n. 8 in mi minore op. 59 n. 2 “Razumovskij”
Quartetto d’archi del Teatro alla Scala
Francesco Manara, Daniele Pascoletti violini
Simonide Braconi viola
Massimo Polidori violoncello
Biglietti numerati € 10

MITO SettembreMusica, con la presidenza di Alberto Meomartini e la direzione artistica di Speranza Scappucci, è un progetto delle Città di Torino e Milano, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali, Partner Intesa Sanpaolo, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT, degli sponsor Iren, Pirelli, Fondazione Fiera Milano, con il supporto di Jacobacci & Partners e del Charity Partner Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro.
La Rai con Rai Cultura e Radio3 è Media partner del Festival insieme a Sky Classica e Più Classica.

www.mitosettembremusica.it

Biglietteria online
ticketone.it (concerti a Milano)
vivaticket.it (concerti a Torino)

Milano
Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano
Tel. +39 02 87905 201
biglietteriamito@ipomeriggi.it
La biglietteria è aperta da martedì a sabato ore 10-18 /

Torino
Nuova sede piazza Palazzo di Città 5/A
+39 011 4249144
biglietteria@fpct.it
La biglietteria è aperta tutti i giorni, ore 10.30 – 18

Se ancora disponibili, i biglietti saranno messi in vendita anche il giorno del concerto, a partire da 45 minuti prima dell’inizio presso la biglietteria della relativa sede.

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