Minsk, situazione esplosiva: cosa sta succedendo in Bielorussia

Dopo anni di apparente tranquillità, Minsk, capitale della Bielorussia, torna al centro della scena internazionale. Manifestanti e polizia si sono duramente scontrati nella capitale bielorussa e in altre città dopo che un sondaggio della tv di Stato ha rivelato, prima della chiusura del voto, che lo storico leader Alexander Lukashenko, 65 anni al potere dal 1994, era stato rieletto nelle elezioni di domenica scorsa.

Elezioni sospette

Secondo un conteggio preliminare, Lukashenko avrebbe ottenuto l’80% dei voti dei cittadini. L’unica candidata dell’opposizione ammessa, Svetlana Tikhanovskaja, 37 anni, ex insegnante di inglese e moglie del blogger più popolare del Paese, Serghei Tikhanovsky, avrebbe raggiunto a malapena al 7% e si è rifiutata di riconoscere i risultati. “Abbiamo già vinto, perché abbiamo vinto la nostra paura, la nostra apatia e la nostra indifferenza”, ha detto Tikhanovskaya, che ha partecipato alle elezioni al posto del marito incarcerato e ha continuato a guidare le manifestazioni di opposizione.

I manifestanti sono scesi in piazza appena concluse le votazioni. La polizia bielorussia ha usato maniere forti, con granate stordenti, proiettili di gomma e cannoni ad acqua contro i manifestanti. Secondo un’organizzazione per i diritti umani, un uomo sarebbe anche rimasto ucciso negli scontri, e sarebbero circa 120 gli arrestati, ma per ora il ministero dell’Interno bielorusso nega.

La gestione folle della pandemia

La rabbia nei confronti del governo di Lukashenko è stata in parte alimentata dalla risposta alla pandemia da Coronavirus. La Bielorussia, che ha una popolazione di 9,5 milioni di abitanti, ha segnalato quasi 70mila casi e 600 morti. Il presidente ha minimizzato l’epidemia, consigliando ai cittadini di bere vodka e utilizzare le saune per combattere la malattia.

Indicato spesso come l’ultimo dittatore d’Europa, il presidente Lukashenko è stato eletto per la prima volta nel 1994. Alle precedenti elezioni del 2015 era stato dichiarato vincitore con l’83,5% dei voti. Già allora non c’erano stati sfidanti seri e gli osservatori elettorali avevano già segnalato gravi irregolarità nel conteggio dei voti.

Alla vigilia di questo voto Lukashenko, al suo sesto mandato, aveva detto che non avrebbe rinunciato al potere. Batka, padre, come ama farsi chiamare, ha vissuto però un’elezione complicata, con crescenti segni di frustrazione per la sua leadership.

Queste nuove elezioni hanno visto l’ascesa di Tikhanovskaya. “Credo che il nostro presidente capirà che il suo tempo è finito. La gente non lo vuole più”, ha dichiarato. Il presidente Lukashenko ha liquidato la leader dell’opposizione come una “povera bambina”, manipolata da “burattinai” stranieri.

Arresti sommari e irregolarità

Dall’inizio della campagna elettorale a maggio, più di 2mila persone sono state arrestate, secondo il Centro per i diritti umani Viasna. Alla vigilia del voto, il team di Tikhanovskaya ha annunciato che il responsabile della campagna era stato arrestato e non sarebbe stato rilasciato fino a lunedì. Domenica, appena chiuso il voto, secondo NetBlocks monitor online Internet è stato “significativamente interrotto”, rendendo ancora più difficile la raccolta e la condivisione di prove di frode elettorale.

Le preoccupazioni per brogli elettorali aleggiavano da settimane, per la mancanza di controllo, perché gli osservatori non erano stati ammessi a monitorare le elezioni e più del 40% dei voti è stato espresso prima del giorno delle elezioni.

A due figure chiave dell’opposizione è stato persino impedito di candidarsi. Uno di loro, Valery Tsepkalo, è fuggito dalla Bielorussia prima della gara, temendo l’arresto. Sua moglie Veronika è diventata una delle principali sostenitrici di Tikhanovskaya.

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