Ministro dell’Istruzione: Una scuola su due non è a norma. Pronti 7 miliardi

Ventimila istituti scolastici non possiede il certificato di collaudo statico, più del 50% non ha quello di agibilità/abitabilità e di prevenzione incendi. Per la messa in sicurezza servono più di 7 miliardi di euro. Il quadro tracciato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è a dir poco drammatico. Uno studente su due in Italia rischia ogni giorno la sua incolumità quando entra in un istituto scolastico. E l’anno scolastico inizierà regolarmente sperando di non trovarsi di fronte nessuna tragedia annunciata. In una intervista rilasciata all’Huffpost il ministro dell’Istruzione spiega la condizione in cui versano le scuole italiane.

“In Italia c’è un patrimonio edilizio scolastico composto da circa 40.000 istituti che fa capo agli Enti locali. In gran parte si tratta di edifici costruiti prima del 1970. Di questi, quasi il 40% non possiede il certificato di collaudo statico, più del 50% non ha quello di agibilità/abitabilità e di prevenzione incendi. Sono dati in lieve miglioramento rispetto al passato. Ma c’è ancora moltissimo lavoro da fare. A partire dalla riduzione della burocrazia, un lavoro che abbiamo già avviato con il cosiddetto decreto Ministeri, snellendo alcune pratiche”, dice all’ Huffpost. Per mettere in sicurezza gli edifici scolastici “sono già disponibili 7 miliardi di euro da erogare agli Enti locali, proprietari di edifici scolastici”. Una cifra “sufficiente a far partire un piano nazionale pluriennale di riqualificazione dei nostri edifici scolastici per il quale arriveranno anche altre risorse”. Ulteriori fondi saranno anche presi dal piano straordinario annunciato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Giorgetti. Ma intanto deve partire l’anno scolastico sul cui avvio non ci sarà alcun rinvio, assicura il ministro. E su cui incombe il problema dei vaccini. “Il nostro obiettivo è evitare problemi nell’avvio dell’anno scolastico. Ma sull’obbligo e le sue modalità – precisa il ministro – deve esprimersi la collega che guida il Ministero della Salute che peraltro è un medico e ha tutte le competenze per farlo”.

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