Milo Infante torna sul caso Garlasco e si scusa con Stasi: “Mi sento in colpa”

Milo Infante sta per approdare nel palinsesto Mediaset e ha recentemente rilasciato un’intervista per Il Messaggero. In quella occasione, il giornalista è tornato a parlare del caso Garlasco, che è stato da lui affrontato in più occasioni. In seguito ha anche svelato qualche dettaglio in più sul suo allontanamento definitivo dall’azienda Rai.

“Si è rotto qualcosa a dicembre” – ha spiegato il giornalista – “Durante una cena dissi all’ad, Giampaolo Rossi, e al responsabile degli Approfondimenti, Paolo Corsini, che per il 2026 avrei voluto una svolta”. Dopodiché ha chiesto una promozione e la direzione della struttura Sviluppo Nuovi Format, dato che aveva idee e uno studio pronto, ma anche il tetto salariale di 240.000 euro lordi l’anno. La Rai ha quindi offerto a Infante un contratto da esterno di 5-600 mila euro l’anno. Una proposta che è stata da lui rifiutata, proprio perché era alla ricerca di crescita ma soprattutto di progettualità. Nel palinsesto Mediaset, il conduttore sarà infatti anche direttore di Videonews.

L’ex volto della Rai e di Ore 14 ha inoltre affrontato il caso Garlasco, delitto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, di cui è stata vittima Chiara Poggi. La ragazza è infatti stata ritrovata priva di vita nella villetta di famiglia dal fidanzato Alberto Stasi. Proprio a quest’ultimo sono dedicate le scuse fatte pubblicamente da Milo Infante.
Nell’intervista rilasciata per Il Messaggero, il giornalista ha infatti ammesso di sentirsi in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Stasi. “Ho dato per buoni certi teoremi” – ha continuato lui – “Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare”.

Milo Infante, ormai ex punta di diamante Rai, e pronto per approdare in Mediaset, si è confessato nel corso di una lunga intervista. Fra i temi trattati, anche il caso Garlasco. Il conduttore sente di dover chiedere “scusa” ad Alberto Stasi, per il modo in cui in passato ha gestito il caso Garlasco. Infante ha ammesso di avere sposato “certi teoremi” anziché coltivare dubbio ed equidistanza.

“Io mi sento in colpa per aver contribuito alla mostrificazione di Alberto Stasi dando per buoni certi teoremi. Devo chiedergli scusa perché un cronista deve sempre dubitare”. Così ha ammesso Milo Infante, intervistato dal quotidiano Il Messaggero.

Milo Infante su Sigfrido Ranucci
Il riferimento di Milo Infante ad Alberto Stasi è giunto come conseguenza ad un’altra domanda, relativa a Sigfrido Ranucci e al caso Report.
All’intervistatore che domandava “Che ne pensa del caso Ranucci?”, Infante ha risposto in questi termini: “Che la Rai dovrebbe proteggere uno dei suoi programmi migliori, Report, e chi lo guida”.
E ancora: “Se emergeranno responsabilità personali, sarà giusto valutarle. Certi dirigenti dovevano essere più cauti. Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità”.

Poi un’altra risposta, sempre relativa al caso Ranucci, che è stata funzionale a spostare il discorso sul caso Garlasco: “La cronaca insegna che la verità raccontata oggi non sempre coincide con quella che emergerà domani. È una lezione che ho imparato sulla mia pelle“. Da qui l’esigenza di porgere le scuse ad Alberto Stasi.

Sarà Salvo Sottile il nuovo conduttore di Ore 14, il programma di Rai 2 rimasto orfano dopo il passaggio di Milo Infante a Mediaset

La rottura fra Milo Infante e la Rai
“Tra l’altro, mi dissero che dal 2019 non era stato fatto nulla. E aggiunsi anche l’avvicinamento al tetto salariale di 240 mila euro lordi l’anno”.

Questo il suo stipendio in Rai: “Avevo lo stipendio base da vicedirettore: 174 mila 280 euro più la variabile se si va in video, che però non incide sulla pensione né sulla liquidazione, di 63 mila 628 euro”.

Per scongiurare il passaggio in Mediaset, la Rai ha offerto a Infante “un contratto da esterno di 5-600 mila euro l’anno”. Che il conduttore ha rifiutato, non cercando unicamente denaro: “Cercavo considerazione e progettualità. Volevo crescere”, ha dichiarato. In Mediaset Milo Infante sarà anche direttore di Videonews.

A proposito del caso Ranucci, Infante ha invece dichiarato che a suo parere la Rai dovrebbe proteggere e tutelare uno dei suoi migliori programmi, cioè Report. “Se emergeranno responsabilità personali, sarà giusto valutarle” – ha continuato – “Certi dirigenti dovevano essere più cauti. Finora Ranucci è soltanto la vittima di un attentato gravissimo. Prima di trasformarlo in imputato bisogna dimostrare le sue responsabilità”.

Secondo il parere di Milo Infante, la cronaca insegna che la verità che viene raccontata non coincide sempre con quello che invece viene fuori domani. “È una lezione che ho imparato sulla mia pelle”, ha infine concluso il giornalista che ora sta per iniziare la sua esperienza televisiva nel palinsesto Mediaset. Si sta infatti proseguendo con la programmazione autunnale, che seguirà la pausa estiva di questo periodo.

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