Milano, Ruby in tribunale: “Mai trattato con Berlusconi per soldi”

Processo Ruby, atto secondo.  E’ chiamata al controesame la giovane marocchina, che questa mattina è arrivata al tribunale di Milano, dove si tiene la seconda udienza del processo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Karima, che ha già deposto nell’udienza di una settimana fa raccontando delle serate di Arcore e negando di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi, risponde oggi alle domande dei pm e poi a quelle delle parti civili e delle difese.

La testimonianza. Risposte vaghe, tanti i ‘non ricordo’ e i ‘non so’. E’ quello che emerge dalla testimonianza di Ruby che al tribunale di Milano sta rispondendo alle domande del pm di Milano Antonio Sangermano. Il pm, ad esempio, le ha contestato di aver lasciato un numero inesistente all’agenzia di Lele Mora e le ha chiesto quale fosse il motivo. La ragazza ha risposto: “non ricordo”. E alla domanda “Ha dormito ad Arcore da sola, senza altre ragazze, il 9 marzo 2010?”  ha replicato con un altro “non ricordo”.“La mia memoria può fallire, perché a differenza delle intercettazioni io non sono uno strumento”, ha poi risposto Ruby al pm che  le stava chiedendo per quale ragione il 26 maggio 2010, il giorno prima dell’ormai famosa notte in questura, avesse chiamato il ragioniere di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli. Riguardo invece ai sette  mila euro di cui Ruby denunciò  il furto il primo maggio 2010, la ragazza ha specificato che “venivano dalle buste che ci dava il presidente, a volte con 2 mila o 3 mila euro, quando andavamo alle serate”. “I soldi li portavo in borsa,  ha detto poi Karimaper perché vivevo con delle ragazze e non mi fidavo”. Quel giorno, dopo la denuncia di Ruby, un carabiniere riuscì  ad arrestare il ladro recuperando 5.500 euro e restituendoli alla ragazza.

La giovane marocchina ha poi chiesto scusa per avere raccontato “cavolate” nei verbali sul bunga bunga. “Mi dispiace avere raccontato cavolate e averle dette a due pm – sono le sue parole durante il controesame al processo a carico di Mora, Minetti e Fede – non sapevo il ruolo delle persone che avevo di fronte, mi facevano domande che riguardavano anche la mia vita sessuale e, nel raccontare cavolate, cercavo di dipingere che c’erano ragazze che si spogliavano, ma io non ero tra quelle”. E riguardo alle presunte “trattative con Berlusconi per ricevere soldi a prescindere dai rapporti sessuali che lei ha negato”, Ruby ha risposto con un secco “no”, ribadendo di avere avuto i 30 mila euro per il progetto del centro estetico e nient’altro, a parte le buste nelle serate di Arcore. E quando il pm le ha contestato l’appunto sequestrato con cifre come ”4,5 milioni da B” e ”170 mila euro conservati da Spinelli”, la marocchina ha spiegato ancora una volta che era solo ”una forma di vanto” per farle vedere ”alle ragazze che venivano a casa mia”.

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