Non solo sul piano politico. La linea italiana sui migranti si afferma in Europa anche sul piano giuridico. Alla vigilia dell’entrata in vigore in tutti gli Stati membri del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, che recepisce le istanze promosse da Roma, la Corte di Giustizia dell’Ue ha espresso un parere di legittimità sul Protocollo Italia-Albania, che non viola la normativa comunitaria in quanto i Cpr sono «sotto il controllo territoriale esclusivo delle autorità italiane».
«Gli Stati membri restano liberi di collocare tali strutture sul territorio albanese, senza intaccare la competenza esclusiva dell’Ue» in materia di asilo, si legge nel parere redatto dall’Avvocato generale, Laila Medina, in risposta alla Corte d’Appello di Roma che, nell’ambito di un ricorso presentato da due migranti, aveva chiesto alla Corte Ue di verificare se l’Italia fosse competente a concludere un simile accordo internazionale o se la competenza spetti esclusivamente all’Ue. Il parere di Medina conferma quello già espresso a fine aprile dal collega Avvocato generale Nicholas Emiliou, che a sua volta aveva sottolineato che il protocollo Italia-Albania è «compatibile con la normativa Ue».
«Abbiamo perso due anni a causa di sentenze ideologiche di una parte della magistratura che si è interposta ad un progetto innovativo, pienamente conforme al diritto europeo e che oggi è guardato con favore da tutta Europa», ha commentato la la deputata e responsabile immigrazione di FdI, Sara Kelany, ricordando che il Protocollo si applica nel «complesso di norme in materia di immigrazione che vigono in Italia, con la relativa tutela dei diritti a esse collegati». «Se le sinistre avessero un briciolo di onestà intellettuale e di buon senso – ha aggiunto Kelany – dovrebbero solo tacere e riconoscere che, definire illegittimo il trattato era solamente uno stupido, quanto grave, tentativo di delegittimare il governo Meloni».
Di «ennesima testimonianza della validità giuridica di questo progetto, diventato modello in Europa» ha parlato poi il capogruppo di FdI in Commissione Affari esteri alla Camera, Giangiacomo Calovini. «Spiace – ha aggiunto – per il tempo perso, e per le accuse del tutto infondate da parte delle opposizioni che sanno solo fare becera propaganda contro il governo».
Il Protocollo Italia-Albania è stato anche citato dalla premier Giorgia Meloni nel corso delle sue comunicazioni alla Camera, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. «La scorsa settimana è stato raggiunto a Bruxelles l’accordo sul nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Un accordo storico, frutto soprattutto del nostro lavoro, grazie chi non ha diritto a restare nell’Unione europea potrà essere rimpatriato in modo più rapido ed efficace», ha rivendicato Meloni, ricordando che grazie a quell’accordo «sarà possibile aprire centri di rimpatrio nei Paesi terzi, seguendo la strada avviata con il tanto contestato protocollo Italia-Albania. Una soluzione innovativa che in tanti hanno contrastato, ma che grazie a questo governo è diventata, oggi, uno strumento a disposizione dell’Europa intera».
Il Regolamento si inserisce nella cornice più ampia del complessivo ripensamento strategico delle politiche migratorie da parte dell’Ue, adottato proprio su impulso dell’Italia e che domani, 12 giugno, si concretizzerà con l’entrata in vigore in tutti gli Stati membri del Patto sulla migrazione e l’asilo. «La migrazione è una sfida europea che deve essere affrontata con una soluzione europea. Una soluzione efficace, equa e rigorosa. Questo è ciò che offre il Patto sulla migrazione e l’asilo: frontiere esterne più sicure, solidarietà tra gli Stati membri e procedure di asilo e rimpatrio più efficienti. E per affrontare insieme le cause profonde della migrazione, continuiamo a rafforzare le nostre relazioni con i partner globali», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Von der Leyen: «L’Ue ha aperto un nuovo capitolo sulla materia»
«L’Ue ha aperto un nuovo capitolo in materia di migrazione e asilo, di cui il Patto rappresenta un elemento centrale», ha proseguito von der Leyen, ricordando che «gli elementi chiave del Patto sulla migrazione e l’asilo includono frontiere esterne sicure, procedure di asilo rigorose ed eque, standard Ue per le condizioni di accoglienza, un giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità e solide garanzie per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali». Un nuovo approccio, che ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, «sta già dando risultati significativi, con una riduzione del 55% degli attraversamenti illegali delle frontiere rispetto a due anni fa».
Il pensiero di Pinuccio Tatarella arriva in Albania, dove giovedì 11 giugno il volume ‘La destra verso il futuro’. Itinerario di una svolta, dedicato al percorso tracciato dal “ministro dell’Armonia”, sarà presentato presso la Sala “Çesk Zadeja” dell’Università delle Arti di Tirana, un luogo simbolico per il dialogo culturale e accademico nei Balcani.
Il volume, che ha la prefazione di Giorgia Meloni, rappresenta una riflessione ampia e strutturata sull’evoluzione della destra italiana contemporanea e sul contributo che lo stesso Tatarella ha offerto alla sua modernizzazione. La sua presentazione a Tirana rappresenta un momento significativo di confronto tra la cultura politica italiana e quella albanese in un contesto di crescente cooperazione tra i due Paesi.
Il convegno sul libro “La destra verso il futuro”
Ad aprire la serata sarà il saluto di Massimiliano Adilardi presidente del circolo FdI Albania di Tirana, promotore dell’iniziativa e figura impegnata nel rafforzamento del dialogo culturale e politico tra Italia e Albania. Il suo intervento introdurrà il senso politico e culturale dell’iniziativa, sottolineando il ruolo delle comunità italiane all’estero nel rafforzamento delle relazioni internazionali e nel dialogo tra sistemi democratici.
Fra i relatori anche Sali Berisha
Tra gli interventi previsti spicca quello di Sali Berisha, presidente del Partito Democratico d’Albania e figura storica della politica del Paese. La sua partecipazione conferisce all’evento una dimensione internazionale di rilievo, evidenziando il legame tra le esperienze democratiche europee e il percorso politico dei Balcani occidentali. Il suo contributo sarà incentrato sull’importanza del dialogo politico tra le diverse tradizioni democratiche e sulla necessità di rafforzare le istituzioni come pilastro della stabilità e dello sviluppo.
La testimonianza diretta di Fabrizio Tatarella
Interverrà inoltre Fabrizio Tatarella, vicepresidente della Fondazione Tatarella, che da anni si occupa della valorizzazione del pensiero e dell’eredità culturale dello statista pugliese. Il suo intervento offrirà una testimonianza diretta sull’attualità delle idee di Pinuccio Tatarella e sul ruolo della Fondazione nel promuovere studi iniziative e approfondimenti dedicati alla sua figura. A moderare l’incontro sarà Lura Baci, che guiderà il dibattito tra i relatori favorendo un confronto equilibrato sui temi del libro sull’evoluzione della destra europea e sulle prospettive future del dialogo politico internazionale.
L’attualità del pensiero del “ministro dell’Armonia”
La forza del pensiero di Tatarella risiede nella sua capacità di essere ancora oggi estremamente attuale. In un’epoca caratterizzata da trasformazioni geopolitiche rapide e complesse, la sua visione di una politica fondata sul realismo sulla mediazione e sulla costruzione di consenso rappresenta un punto di riferimento per chi si occupa di istituzioni e governo. Il libro evidenzia come la destra possa essere protagonista del futuro europeo solo attraverso una costante capacità di adattamento senza rinunciare ai propri principi fondanti e in questo senso Tatarella viene presentato come un anticipatore di una nuova stagione politica in cui identità e modernità non sono elementi contrapposti ma complementari.
A Tirana un momento di confronto di respiro internazionale
La presentazione di La destra verso il futuro a Tirana non è soltanto un evento editoriale ma un momento di confronto politico e culturale di respiro internazionale. L’incontro tra rappresentanti istituzionali leader politici e mondo accademico contribuisce a rafforzare il dialogo tra Italia e Albania nel segno di una comune appartenenza europea. Il libro si configura così come un ponte tra passato e futuro tra memoria e innovazione, offrendo una lettura profonda del pensiero di Pinuccio Tatarella e del suo lascito politico ancora oggi centrale nel dibattito sulla destra europea e sulle sue prospettive evolutive.
Dall’identità della destra alla visione della Nazione
Figura centrale della stagione politica degli anni Novanta, Tatarella è stato uno degli architetti del processo di trasformazione del centrodestra italiano in una forza di governo europea, democratica e radicata nei valori istituzionali. L’opera si distingue non solo per il suo valore storico e politico ma anche per la sua capacità di dialogare con l’attualità ricostruendo un percorso di pensiero che parte dall’identità politica della destra italiana per arrivare a una visione più ampia in cui il concetto di nazione si integra con quello di Europa, cooperazione internazionale e responsabilità istituzionale.
La prefazione di Giorgia Meloni
Un elemento di particolare rilievo è la prefazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che offre una chiave di lettura istituzionale e politica dell’eredità di Tatarella. Nella prefazione viene sottolineato il ruolo fondamentale dello statista nel processo di legittimazione democratica della destra italiana nonché la sua capacità di costruire ponti tra culture politiche diverse mantenendo sempre una forte coerenza ideale. Questo contributo introduttivo rafforza il valore del libro collocandolo all’interno di una tradizione politica che continua a influenzare il dibattito contemporaneo.
Un “vademecum” per le sfide del presente
Il libro non è una semplice raccolta di testi o memorie politiche, ma un vero e proprio itinerario intellettuale. Il volume evidenzia come Tatarella abbia interpretato la politica come servizio alla comunità fondato su pragmatismo, dialogo e responsabilità. La sua visione si distingue per la capacità di superare gli steccati ideologici del passato, proponendo una destra moderna capace di confrontarsi con le sfide della globalizzazione e dei cambiamenti sociali. In questo senso l’opera assume anche un valore formativo per le nuove generazioni di amministratori e dirigenti politici poiché il messaggio centrale che emerge è quello di una politica che non rinuncia ai propri valori identitari ma che li inserisce in un contesto dinamico aperto e in continua evoluzione.
ProgettoItaliaNews Piccoli dettagli, grandi notizie.