Migranti sgomberati a Roma: ‘Se serve spaccategli un braccio’

Resta alta la tensione in piazza Indipendenza dopo lo sgombero dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal palazzo di via Curtatone occupato da quattro anni da circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei. Le forze dell’ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato l’idrante per liberare la piazza, occupata soprattutto da donne e migranti sgomberati da via Curtatone. Le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. La Questura spiega che ‘hanno rifiutato una sistemazione d’alloggio e c’era un alto rischio’. Ma le rifugiate urlano ‘vergogna, vogliamo solo una casa. Le proposte le abbiamo viste solo sui giornali a noi nessuno ha detto nulla’. Protestano per il trattamento riservato ai rifugiati le grandi organizzazioni umanitarie dall’Unicef, per come sono stati portati via i bambini sui pullman della polizia, ad Amnesty.

La Questura di Roma apre una formale inchiesta dopo la visione dei filmati pubblicati su alcuni siti che riportano una frase di un operatore che invita ad usare metodi violenti in caso di lancio di sassi. Lo rende noto in un comunicato in cui si precisa che nelle successive contro manifestazioni le unità impiegate in quel contesto non sono state ulteriormente utilizzate nel servizio di ordine pubblico. Nel filmato un funzionario dice ai suoi uomini sui migranti: devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio.

‘Siamo stati svegliati con l’acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli. E’ assurdo: siamo rifugiati politici, abbiamo i documenti in regola’,  a parlare è una delle donne sgomberate all’alba da piazza Indipendenza.

Ci hanno preso per i capelli – racconta un’altra – quella donna con il braccio fasciato è stata colpita con un manganello e ora sta andando in ospedale. Anche io ho i segni sul fianco. Non è giusto. Abbiamo dormito per strada per 5 notti. Vogliamo solo una casa. Questo è uno stato accogliente? No è un paese fascista, disumano, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.

Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha ringraziato le forze dell’ordine per il completamento dell’intervento di sgombero dei migranti che occupavano lo stabile di via Curtatone e della piazza antistante. L’accurata e scrupolosa pianificazione dell’intervento,  afferma il prefetto,  ha fatto sì che le operazioni si svolgessero in condizioni di assoluta sicurezza, nonostante la prevedibile e decisa opposizione degli occupanti e l’azione di infiltrazione posta in essere dai Movimenti di Lotta per la Casa, che ha indotto gli occupanti accampatisi in piazza Indipendenza a rifiutare sistemazioni alloggiative alternative, determinati a rimanere in strada fino alla manifestazione con corteo indetta dagli stessi Movimenti per sabato prossimo.

 Vivevano in 400 adulti e 35 minori all’interno dello stabile di via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini nel centro di Roma, occupato da 4 anni e sgomberato all’alba di sabato scorso. Sono state controllate tutte le posizioni dalla Questura e si tratta di etiopi ed eritrei, nella quasi totalità richiedenti asilo o protezione sussidiaria. Circa 100 le situazioni di ‘fragilità’: 64 adulti e 35 minori, tra cui molti bambini. Loro sono rimasti all’interno dell’edificio fino a stamattina in attesa che fossero perfezionate le procedure di assistenza alloggiativa. Gli altri hanno dovuto abbandonare il palazzo sabato. Un centinaio si è accampato per cinque notti nei giardini di piazza Indipendenza, davanti allo stabile in cui hanno vissuto in questi anni. Stamattina all’alba l’intervento di sgombero, con momenti di tensione e l’uso degli idranti, all’indomani di un vertice in Prefettura in cui il Campidoglio aveva individuato alcuni posti letto anche per chi era rimasto per strada. Ma che ieri è stato rifiutato dagli interessati.

‘Gli errori del Governo con le sue scelte scellerate in materia di immigrazione, ricadono sempre sulla Polizia che è chiamata a fare per strada il lavoro sporco senza alcuna tutela’, è la posizione di Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), circa gli scontri avvenuti in piazza Indipendenza a Roma, tra migranti e poliziotti.

E’ una situazione ingestibile, continua ancora Tonelli,  e credo non si tratti di incapacità di Governo, ma di scelte determinate con coscienza e volontà. Colpire gli agenti intervenuti a Roma con sassi, bombole e bottiglie è violenza. Non ha nulla a che vedere con l’integrazione. Per il sindacato, dietro l’ipocrisia della politica dell’accoglienza si nascondono situazioni che compromettono seriamente l’ordine e la sicurezza pubblica. Quella di piazza Indipendenza era una situazione di totale degrado che non ammette scusanti o giustificazioni. A farne le spese è il cittadino perbene e il poliziotto, chiamato ad intervenire come in questo caso. Quanto successo a Sanremo qualche giorno fa, è un’altra testimonianza. Un poliziotto ha perso la milza a causa del pestaggio subito da tre extracomunitari ubriachi. Il pericolo terrorismo e criminalità ce lo abbiamo in casa, e molto spesso siamo stati il connettore con questa invasione incontrollata.

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