Migranti, Sea Watch e Msf ritornano in mare: ‘E’ una risposta alla politica razzista della Ue’

Sea Watch e Msf in mare per aiutare i migranti in difficoltà. La collaborazione tra le due organizzazioni si è rinnovata con un’imbarcazione comune che salperà nei prossimi giorni dalla Spagna con destinazione Mediterraneo per l’attività di monitoraggio. ‘Questa è la risposta categorica della società civile alle politiche razziste della Ue che preferisce far annegare le persone piuttosto che far loro raggiungere le coste europee’, il duro messaggio di Msf, citato da ‘La Repubblica’, per presentare l’iniziativa.

Nel duro messaggio inviato da entrambe le organizzazioni c’è anche un attacco a Italia e Malta: ‘Negli ultimi cinque mesi hanno troppo spesso negato assistenza a persone in imminente pericolo, fino a chiudere ripetutamente i loro porti alle navi umanitarie. Con la deliberata e sistematica inadempienza nei compiti di coordinamento dei soccorsi da parte delle autorità competenti si sono abbandonate persone in mare per ore, giorni o anche settimane senza alcuna assistenza’.

Il ministero dei Trasporti, intanto, ha ricevuto una denuncia da parte di Sea Eye per aver sequestrato la nave Alan Kurdi al termine del salvataggio di 150 naufraghi nel Mediterraneo avvenuto nel mese di maggio. Una decisione che ha provocato diverse polemiche. L’azione legale è stata riportata dalla stampa tedesca che cita un tweet della stessa organizzazione non governativa. La denuncia è stata presentata al Tribunale di Palermo che ora dovrà decidere nel giro di pochi giorni se continuare nei confronti del Mit oppure chiudere l’indagine. Un braccio di ferro quello tra Ong e Governo destinato a durare ancora in futuro. Nonostante questo, nelle prossime settimane l’esecutivo dovrebbe modificare i decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini lo scorso anno.

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