Migranti, sbloccati i treni tedeschi provenienti dall’Austria

Le ferrovie tedesche hanno ripreso a funzionare normalmente dalla frontiera austriaca dopo che la Germania ha ripristinato i controlli alle frontiere. Lo ha annunciato un portavoce di Deutsche Bahn (Db), chiedendo l’anonimato e precisando che il servizio è ripreso alle 07:00 locali. Tuttavia, la linea tra Salisburgo e Monaco di Baviera rimane chiusa tra la città austriaca e la città tedesca di Freilassing,  in quanto c’è ancora gente sui binari in alcuni tratti. I treni sono stati sospesi per circa 12 ore dopo la decisione di Berlino di ripristinare provvisoriamente i controlli alle frontiere domenica sera per arginare e controllare il flusso di profughi provenienti principalmente dalla Siria attraverso l’Austria.  Nella sola giornata di ieri sono stati 5.809 i migranti e profughi entrati in Ungheria dalla vicina Serbia, nuovo record di arrivi in un sol giorno. Ne ha dato notizia la polizia, citata dai media a Belgrado. Sabato gli arrivi erano stati 4.330. E’ corsa contro il tempo per entrare in Ungheria, dove alla mezzanotte di oggi scattano le nuove norme restrittive in fatto di immigrazione che prevedono l’arresto e la possibile condanna fino a tre anni per chi passa illegalmente il confine.  Sono 19.100 i migranti arrivati nel weekend a Monaco di Baviera, in Germania. Lo ha annunciato una portavoce dell’amministrazione dell’alta Baviera. Secondo queste stime nella giornata di ieri sono giunti nel capoluogo del Land del sud 7100 persone. E’ lo choc, quello di ieri,  di una domenica in cui anche la Cancelliera Angela Merkel,  che una settimana fa aveva aperto le frontiere ai rifugiati,  deve arrendersi all’evidenza. Neppure la Germania può assorbire il fiume di disperati in fuga dalla guerra. Così nel pomeriggio arriva la sospensione del traffico ferroviario con l’Austria ed il ministro dell’interno annuncia la reintroduzione temporanea dei controlli alla frontiera. Nel paese, è stato precisato, si potrà entrare solo con documenti validi. Ed il ministro dell’interno, Thomas de Maiziere, avverte i paesi che fanno transitare liberamente i migranti: “La grande disponibilità dimostrata dalla Germania non deve essere sfruttata troppo”. Misure drastiche quelle tedesche, che arrivano alla vigilia di un Consiglio straordinario dei ministri dell’interno europei carico di tensioni e chiamato ad approvare il pacchetto Ue per l’immigrazione, con il meccanismo di ridistribuzione dei rifugiati a criteri fissi, l’elenco dei paesi sicuri  in provenienza dai quali non è cioè verosimile che si abbiano le condizioni per chiedere asilo. La sospensione di Schengen era stata annunciata dalla Merkel con una telefonata al presidente della Commissione e  l’esecutivo europeo ha dato il beneplacito. La reintroduzione temporanea dei controlli è una possibilità eccezionale esplicitamente prevista e regolata dal codice delle frontiere del Trattato di Schengen in caso di situazione di crisi e la situazione attuale in Germania, a prima vista, appare essere una situazione coperta dalle regole. Ma questa decisione, ha anche scritto la Commissione, sottolinea l’urgenza di concordare sul pacchetto immigrazione. Accordo che dovrà necessariamente passare anche per una decisa stretta dei controlli sulla frontiera esterna. Il ministro dei trasporti tedesco ha denunciato il fallimento totale della Unione europea nella difesa dei suoi confini esterni, e ha sollecitato misure urgenti ed efficaci per arrestare l’afflusso record di migranti e profughi dal Medioriente. Il vicecancelliere, Sigmar Gabriel, ha proposto che la Ue, con Stati Uniti e paesi del Golfo,  mettano mano al portafoglio, fornendo 1,7 miliardi di euro di aiuti da distribuire nei campi in Giordania e Libano. Intanto anche la Romania annuncia il ‘no’ al pacchetto Juncker, che dovrà essere approvato a maggioranza qualificata. Mentre gli ambasciatori dei 28 cercano di mettere a punto in serata il documento finale, la conta dei voti è ancora tutta dalla parte dell’approvazione. Ma se si finirà allo scontro, il risultato politico potrebbe essere ‘sanguinoso’ per l’Europa. Non a caso la svolta tedesca piace al primo ministro ungherese Viktor Orban, leader dei falchi anti-immigrazione. Cogliendo al volo la retromarcia della Merkel, ha espresso soddisfazione per la sospensione di Schengen, definendola misura necessaria per preservare i valori tedeschi ed europei.

 

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