Migranti e coronavirus, navi e caserme per la quarantena

Il tema dei migranti e quello del coronavirus rischiano di trasformare il Sud Italia in una polveriera. E ne sono una dimostrazione le manifestazioni avvenute nelle scorse ore in Calabria, dove decine di persone hanno protestato per il trasferimento di una ventina di migranti positivi al Covid-19.

La ministra Lamorgese è consapevole del fatto che la crisi economica da sola mette a repentaglio l’ordine pubblico. Il caso dei migranti potrebbe essere la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. Per questo motivo al Viminale si starebbe lavorando all’ipotesi di requisire navi e caserme (o comunque strutture militari) dove i migranti in arrivo in Italia dovranno trascorrere la quarantena. I soggetti positivi al tampone saranno tenuti lontani dagli altri ospiti e le loro condizioni saranno costantemente monitorate. Il cordone ha una doppia funzione. La prima è quella di proteggere i cittadini dal possibile contagio, la seconda è quella di contenere in qualche modo il malcontento della popolazione.

Il cambio di passo della Lamorgese arriva dopo le proteste della presidente della Regione Calabria, che ha fatto sapere di essere pronta a bloccare gli sbarchi nel caso in cui non venga garantita la sicurezza dei cittadini.

Negli ultimi mesi, come denunciato dal leader della Lega Matteo Salvini e come certificato dai dati del Viminale, si è registrata una vera e propria impennata degli sbarchi in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nonostante le restrizioni legate all’emergenza coronavirus, le organizzazioni criminali sono riuscite a riorganizzare la propria rete dando continuità alle partenze verso l’Italia.

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