Migranti, bimba di 5 anni muore in naufragio in Grecia

Ancora una tragedia a largo delle coste delle isole greche dove i profughi in fuga dalla Siria stanno cercando di arrivare dalla Turchia. Il corpo di una bambina siriana di cinque anni è stato recuperato dopo che è affondato il barcone a bordo del quale viaggiava insieme ad altre persone che al momento sono disperse, secondo quanto riporta l’agenzia di stato turca. Erano in tutto tre le piccole barche a remi che stavano cercando di raggiungere Lesbo. La Guardia Costiera greca ha soccorso 11 persone, tra le quali un bambino e un uomo che sono stati ricoverati per ipotermia. E sta continuando le ricerche dei dispersi. Proseguono le operazioni anche al largo delle coste della Libia dove sono stati soccorsi oltre 750 migranti che si trovavano a bordo di piccole imbarcazioni. Intanto è tensione fra Ungheria e Croazia dopo che ieri Zagabria ha cominciato reindirizzare i migranti, con trasporti speciali, autobus verso il valico di frontiera di Letenye e un treno, con un migliaio di migranti scortati da una quarantina di poliziotti, alla stazione di Magyarboly, oltre il confine. L’Ungheria ha denunciato che il treno speciale non era stato concordato e che le autorità di Zagabria non avevano neanche avvertito Budapest del suo arrivo. I poliziotti croati sono stati disarmati e il conducente del treno arrestato. Il premier croato Zoran Milanovic ha ammesso che con l’Ungheria continua a non esserci un accordo sulla gestione dell’emergenza, precisando tuttavia che i profughi continueranno a essere deviati sul Paese vicino. “Li abbiamo costretti in qualche modo ad accettare i rifugiati inviandoli alla frontiera e continueremo a farlo”, ha dichiarato nel corso di una visita al centro di accoglienza di Beli Manastir. Il capo di gabinetto del premier Viktor Orban, Antal Rogan, ha anticipato che l’Ungheria bloccherà l’ingresso della Croazia nello spazio Schengen di cui non fa ancora parte. La polizia ungherese ieri ha registrato 7.852 nuovi arrivi, la maggior parte di loro dalla Croazia e i profughi sono stati portati nei campi vicino al confine con l’Austria. Nella notte, 6.700 persone hanno passato il confine con questo Paese, ha reso noto la polizia austriaca. Il muro costruito fra Ungheria e Serbia porta così i profughi a deviare verso la Croazia per poi entrare comunque in Ungheria, che ha annunciato la chiusura anche di questo confine,  in cui 41 chilometri sono già stati sigillati. Da mercoledì a ieri sono arrivati in Croazia, dove il governo ha dichiarato, dopo una iniziale apertura all’accoglienza, di aver raggiunto la saturazione, 17mila profughi. La Slovenia, dove sono in arrivo centinaia di profughi dalla Croazia, dal valico di Harmica a una ventina di chilometri da Zagabria, ha chiuso la frontiera. I richiedenti asilo sono ammassati sul ponte che definisce il confine e cercano di forzare il blocco della polizia in tenuta antisommossa che ieri sera ha fatto uso di lacrimogeni. Il premier Miro Carar ha anticipato la possibilità dell’apertura di un corridoio di transito per l’Austria.

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