Migranti, anche Save the Children e Sea Eye sospendono i soccorsi in Libia

Dopo la decisione  di Medici Senza Frontiere, anche le ong Save the Children e Sea Eye hanno annunciato la sospensione delle operazioni di soccorso nel Mediterraneo. L’ong tedesca ha deciso di sospendere le missioni di soccorso programmate affermando di trovarsi costretta a questa scelta a causa della mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo. ‘Non possiamo più continuare il nostro lavoro, non possiamo garantire la sicurezza degli equipaggi’, si legge in una serie di Tweet, l’espansione delle acque territoriali libiche e le minacce alle Ong non ci lasciano altra scelta.

L’ong in una nota fa sapere di stare valutando l’evolversi dell’intero scenario dopo la dichiarazione della Marina libica di voler estendere il controllo e il divieto alle navi delle Ong nelle acque internazionali che fanno parte della SAR zone e la nave Vos Hestia resta ferma a Malta in attesa di capire se ci sono le condizioni di sicurezza per riprendere le operazioni.

Save the Children, che si rammarica di dover essere costretta a mettere in pausa le proprie operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo a causa delle decisioni dalla Marina Libica di controllare le acque internazionali in cui normalmente opera la nave di Save the Children con l’obiettivo di salvare vite umane. Si tratta,  viene sottolineato nella nota,   di una situazione molto preoccupante per il rischio di sicurezza dello staff e per la reale capacità della Vos Hestia di mettere in atto la propria missione di soccorso.

Molti migranti sono attratti dalla certezza che ci sono tante navi a fare soccorsi nel Mediterraneo e   per le Ong è fondamentale l’attenzione mediatica per incrementare l’industria della solidarietà che vale in termini economici 150 miliardi di dollari l’anno. Da tenere presente che i salvataggi in mare sono fatti per lo più dalla Guardia costiera italiana.

Quella delle organizzazioni non governative è diventata una vera industria e dipende, per il 90% dai finanziamenti dei governi e devono attenersi alla loro agenda. Una delle poche che non accetta soldi dalle istituzioni è Medici senza frontiere. Invece le altre servono ai governi per portare avanti le proprie politiche. Vedi Oxfam: la maggior parte dei soldi arriva dai governi inglese, olandese e tedesco.

Il business globale degli aiuti allo sviluppo, come si diceva,  vale 150 miliardi di dollari l’anno. La parte degli aiuti umanitari è intorno ai 15-17 miliardi. Le Ong rientrano in questo business miliardario, spendendo molto soprattutto in comunicazione e pubblicità. Il fattore propaganda è fondamentale nell’economia delle Ong.

 Deve passare il messaggio che senza di noi l’Africa non esiste. È proprio il loro modello di business. Hanno bisogno di ‘clienti’ in Africa, di vittime: è funzionale far credere che tutti vivano in campi profughi o siano affamati, che sia pieno di bambini soldato.

Moreno Manzi

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