Migranti: al via progetto fotografico per combattere pregiudizi

Vengono dall’Ucraina, dalla Nigeria, dal Gambia e dal Ghana. Ma anche dalla Brianza, da Milano e dalla Sicilia. Sono i giocatori della squadra di calcio del centro sociale il Boccaccio di Monza. E Marco Pittalunga, fotografo ed esploratore, ha deciso di raccontare le loro storie di integrazione e di accoglienza, attraverso il progetto fotografico A-Team.

Si tratta di diciotto ritratti per raccontare l’inclusione e l’accoglienza dei migranti, a partire da un campo di calcio. “Ogni individuo e’ un giocatore, insieme sono una squadra”, spiega Pittaluga. “Ho immortalato i loro sorrisi, le loro speranze. Tutti, in quel campo di calcio, sono uguali. Nessuno e’ straniero”. A-team, attraverso diciotto ritratti, mostra come l’integrazione passa anche dallo sport. “La squadra – aggiunge – e’ una semplice metafora di quello che forse le persone, gli uomini, dovrebbero essere nella vita di tutti i giorni”. La ricerca del fotografo si basa sulla curiosita’ e sul fascino per la scoperta di mondi sconosciuti e di volti di uomini e donne.

Il percorso artistico di Pittalunga inizia nella Milano degli anni Novanta per proseguire nell’Est di Londra, dove studia fotografia e scienze ambientali. La sua attivita’ continua oggi a Milano col il ritratto fotografico utilizzato come mezzo per creare percorsi che mostrano “paesaggi segreti”. In questo momento Pittaluga e’ impegnato nel dar voce alla ricerca universitaria col progetto “Cervelli Permanenti” realizzato in collaborazione con l’Universita’ di Milano-Bicocca, prima rassegna di un percorso che potrebbe coinvolgere altri atenei.

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